Giorni dopo il passaggio del ciclone Harry, la costa calabrese fa i conti con stabilimenti danneggiati, strutture divelte e un clima di forte incertezza. L’evento meteorologico, che ha colpito la regione nelle ultime ore, ha avuto un impatto diretto su un settore già provato da anni di instabilità normativa e da stagioni turistiche sempre più esposte agli eventi estremi.
In questo contesto prende forma una Seconda Lettera Aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, ai consiglieri regionali, ai sindaci dei Comuni costieri e agli organi di informazione. A firmarla è Francesco Paonessa, titolare dello stabilimento balneare Lido Ulisse di Squillace e portavoce della categoria balneare calabrese.
La voce degli operatori dopo la tempesta
Nella lettera, datata all’indomani del ciclone, Paonessa descrive un quadro segnato da danni ingenti, timori diffusi e dalla necessità di rimettere al centro le persone prima ancora delle regole. Il riferimento è a famiglie, lavoratori e imprese che, secondo quanto scritto, “da generazioni vivono il mare come identità e servizio alla collettività”. Il documento non si limita alla cronaca dei danni, ma collega l’emergenza climatica al nodo irrisolto delle concessioni balneari, tema che in Calabria assume una rilevanza particolare per via della recente delibera regionale sulla non scarsità delle aree, promossa dalla Giunta guidata da Occhiuto.
Federalismo balneare e delibera regionale
Al centro dell’appello c’è l’idea “di una Calabria modello nazionale del federalismo balneare, capace di tenere insieme la tutela delle imprese storiche, l’apertura alla concorrenza leale nelle nuove aree e il rispetto della direttiva Bolkestein”. La delibera sulla non scarsità viene indicata come uno strumento di “giustizia e stabilità”, oggi ritenuto ancora più cruciale alla luce dei danni causati dal ciclone.
Secondo Paonessa, “dopo un evento estremo come Harry, lasciare gli operatori nell’incertezza normativa rischia di compromettere la possibilità stessa di ricostruire, investire e programmare. Il timore espresso è quello di interpretazioni non coordinate tra i Comuni, capaci di produrre effetti a catena su un comparto già fragile”.
La richiesta di un incontro istituzionale
Da qui la richiesta formale di un incontro ufficiale urgente, da tenersi in tempi rapidi, che coinvolga Regione, amministrazioni comunali costiere, rappresentanti dei concessionari e tecnici competenti. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una linea applicativa chiara e condivisa della delibera regionale, in modo da garantire certezze operative sia agli enti locali sia agli operatori economici.
Nella lettera viene sottolineato anche “il ruolo dei sindaci, chiamati in queste ore a gestire l’emergenza sul territorio, e quello dei mezzi di comunicazione, invitati a raccontare non solo l’entità dei danni ma anche i tentativi di risposta istituzionale e sociale”.
Un passaggio istituzionale aperto
L’appello si inserisce in una fase delicata per il settore balneare calabrese, stretto tra emergenze climatiche, scadenze normative e un confronto ancora aperto sul futuro delle concessioni. La richiesta di confronto avanzata dai rappresentanti della categoria apre ora un passaggio istituzionale che coinvolge Regione e Comuni, chiamati a definire tempi e modalità di risposta.









