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26 Gennaio 2026
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Dichiara di non essere più sottoposto alla sorveglianza speciale, ma non è vero: arrestato rosarnese a Gioia Tauro

L'uomo è stato affiancato e riconosciuto dai carabinieri che hanno notato l'andatura incerta dell'auto a bordo della quale si trovava in violazione dell'obbligo di soggiorno a Rosarno

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I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato un rosarnese, già condannato in passato per associazione mafiosa e altri gravi reati. L’arresto è scaturito nel corso di un servizio di controllo del territorio lungo la Strada Statale 18, dove i militari hanno notato un’autovettura procedere con andatura incerta.

Il controllo nei dettagli

Insospettiti, i Carabinieri hanno affiancato il veicolo, riconoscendo il conducente, e hanno quindi deciso di fermarlo per un controllo. L’uomo, già noto ai militari per i suoi precedenti giudiziari, è apparso sin da subito particolarmente nervoso. Nel tentativo di eludere le verifiche, ha dichiarato di non essere più sottoposto a misure restrittive della libertà personale. Tuttavia, gli immediati accertamenti effettuati dai militari dell’Arma hanno consentito di accertare che la persona era invece destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Rosarno. La presenza dell’uomo nel territorio del comune di Gioia Tauro costituiva pertanto una palese violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria. Per analoghe violazioni, l’uomo era già stato arrestato ben due volte nel corso dello scorso anno.Alla luce di quanto accertato, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato per inosservanza degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.

La presunzione di innocenza

L’autorità giudiziaria di Palmi, tempestivamente informata, ha disposto la sottoposizione dell’arrestato agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio di convalida. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la persona arrestata è da ritenersi presunta innocente fino a sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

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