La giornata di oggi, lunedì 26 gennaio, si apre con una allerta gialla che interessa una parte significativa del Paese, ma è la Calabria a concentrare alcune delle criticità più rilevanti. Secondo quanto indicato dal Dipartimento della Protezione civile, il rischio riguarda in particolare il versante tirrenico meridionale e il versante tirrenico centro-meridionale, dove viene segnalato rischio idraulico legato alla possibile risposta dei corsi d’acqua alle precipitazioni attese.
Nelle stesse aree calabresi, il quadro è aggravato dalla previsione di temporali, fenomeni che possono incidere in modo diretto sulla stabilità del territorio e sulla gestione dei deflussi superficiali. La valutazione della Protezione civile include inoltre un rischio idrogeologico, con attenzione a frane e smottamenti, tipici di contesti già fragili dal punto di vista geomorfologico.
Campania, Sardegna e Sicilia: piogge e instabilità diffuse
L’allerta gialla si estende anche alla Campania, dove il rischio idrogeologico coinvolge ampie porzioni della regione. Le aree monitorate comprendono i bacini del Tusciano e Alto Sele, la Piana del Sele e l’Alto Cilento, l’Alto Volturno e il Matese, il Basso Cilento, la Piana campana, il territorio di Napoli con le isole e l’area vesuviana, fino alla Penisola sorrentina-amalfitana, ai Monti di Sarno e ai Monti Picentini. Una mappa articolata che restituisce l’immagine di una regione esposta a fenomeni di instabilità diffusa.
In Sardegna l’attenzione della Protezione civile si concentra su diversi bacini, dal Tirso al Logudoro, passando per Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischilappiu e Flumendosa-Flumineddu, con l’aggiunta della Gallura. Qui il rischio segnalato è sia idraulico sia idrogeologico, in un contesto segnato da piogge che possono mettere sotto pressione il reticolo fluviale e i versanti.
La Sicilia è interessata da un doppio livello di attenzione. Da un lato il rischio temporali, che coinvolge il settore sud-orientale e quello nord-orientale sul versante ionico, oltre alle aree tirreniche del nord-orientale con le Eolie, del centro-settentrionale, del nord-occidentale con Egadi e Ustica, e del sud-occidentale con Pantelleria. Dall’altro lato, sulle stesse zone, la Protezione civile segnala anche rischio idrogeologico, legato alla possibile saturazione dei suoli.
Veneto, osservazione sui bacini in area lagunare
L’elenco delle regioni in allerta gialla si completa con il Veneto, dove l’attenzione è rivolta al rischio idrogeologico. Le aree segnalate comprendono il Basso Piave, il Sile e il bacino scolante in laguna, territori in cui la gestione dei livelli idrici e delle piogge assume un ruolo centrale per la sicurezza idraulica.
Il quadro ufficiale
Le valutazioni rientrano nel bollettino di criticità ordinaria (allerta gialla) diffuso dal Dipartimento della Protezione civile per la giornata di lunedì 26 gennaio, sulla base delle previsioni meteorologiche e dei modelli di impatto sul territorio. L’indicazione, come previsto dal sistema nazionale di protezione civile, serve a mantenere attivi i livelli di attenzione e monitoraggio da parte delle autorità locali e regionali. Il quadro resta dinamico e soggetto ad aggiornamenti in funzione dell’evoluzione delle condizioni meteo e della risposta dei territori interessati.









