× Sponsor
27 Gennaio 2026
8 C
Calabria
spot_img

Dalla culla della democrazia alle urne mute, a Gioia Tauro il confronto sul futuro della partecipazione

Tra archeologia, politica e cittadinanza attiva, studiosi e istituzioni interrogano il presente: la democrazia resiste solo se i cittadini tornano protagonisti

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Non solo un appuntamento culturale, ma un vero attraversamento del tempo della democrazia, dalle sue radici classiche alle inquietudini del XXI secolo. Il convegno “Dalla culla della democrazia al silenzio delle urne. Sfide per la partecipazione democratica nel XXI secolo”, svoltosi a Gioia Tauro, ha acceso i riflettori sul tema sempre più urgente della disaffezione al voto e sul rischio di un progressivo svuotamento della partecipazione democratica. L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con la direttrice del Museo Archeologico Métauros, l’architetto Simona Bruni, e con la presidente dell’Associazione Nazionale Donne Elettrici (ANDE) di Gioia Tauro, Miryam Costa, che ha sottolineato il valore civile dell’incontro come strumento di consapevolezza e cittadinanza attiva.

La lezione dell’Antico

A guidare il pubblico in un dialogo tra passato e presente è stata la professoressa Stefania Mancuso, docente a contratto di La contemporaneità dell’Antico presso lo IULM di Milano. Con un linguaggio accessibile ma rigoroso, Mancuso ha ricostruito la storia dell’antica Terina, soffermandosi sull’organizzazione urbana e sull’assetto politico della polis.

Particolare rilievo ha assunto il riferimento al ritrovamento del “pallino votivo” in bronzo, inciso con il nome del cittadino: “Un reperto di straordinaria importanza – ha spiegato – che testimonia una forma di governo democratico già radicata nei nostri territori, ben prima delle narrazioni moderne”.

Il domani possibile

Il magistrato e scrittore Antonio Salvati ha invece spostato lo sguardo sul presente e sul futuro, rivolgendosi soprattutto ai giovani: “Nonostante le criticità del nostro tempo, c’è ancora domani. Ma serve il coraggio di volare alto, di non lasciarsi intrappolare dal disfattismo”.  Un invito a recuperare responsabilità, competenza e spirito critico, rompendo schemi precostituiti per tornare a essere protagonisti della propria storia civile.

Il messaggio di ANDE

In collegamento da remoto, la presidente nazionale ANDE, Marisa Fagà, ha aperto i lavori con un intervento denso di riferimenti all’attualità internazionale: “Viviamo una fase politica delicata, che impone un ritorno alla politica del dialogo e della pace”.  Nel ribadire il ruolo dell’associazione, «politica ma apartitica, cerniera tra società civile e istituzioni», Fagà ha espresso solidarietà ai cittadini calabresi colpiti dalla devastazione dell’uragano Harri, auspicando che la Regione chieda con forza al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità.

Particolarmente toccante il riferimento a Gioia Tauro come “luogo del cuore” per ANDE, nel ricordo di Franco Costa e Maria Rao, figura simbolo dell’impegno femminile:  “Prima donna dirigente di banca, esempio di competenza e onestà, il suo lavoro non deve essere dimenticato”. All’incontro ha preso parte anche l’onorevole Domenico Giannetta, ringraziato dagli organizzatori per la costante vicinanza alle iniziative associative e culturali del territorio.

Una democrazia da coltivare

Il convegno si è chiuso lasciando domande aperte e una consapevolezza condivisa: la democrazia non è un’eredità acquisita una volta per tutte, ma un esercizio quotidiano da difendere e rinnovare, soprattutto in un’epoca segnata dal silenzio delle urne.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE