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3 Aprile 2026
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Madeo accende i riflettori sull’Iraceb: “Basta oblio, il patrimonio calabrese va valorizzato”

L’istituto è fermo da oltre dieci anni per debiti e problemi burocratici. La consigliera del Pd interpella la Regione affinché la struttura venga riattivata e diventi un volano per turismo, cultura e ricerca

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L’Iraceb, Istituto regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine, chiuso da oltre un decennio, torna al centro dell’attenzione grazie all’interrogazione della consigliera regionale Rosellina Madeo (Pd). L’istituto custodisce un patrimonio librario unico, ma per vicissitudini burocratiche ed economiche è rimasto chiuso, privando la comunità della possibilità di fruire di questa ricchezza culturale.

Le radici della vicenda

“L’Iraceb aveva sede a Palazzo Martucci, a Corigliano Rossano – spiega Madeo –. A causa del mancato pagamento degli affitti, si è accumulato un debito di oltre 36mila euro, con interessi e more che hanno portato alla chiusura dell’istituto. Per anni questi libri sono rimasti ostaggio di controversie burocratiche ed economiche, senza possibilità di accesso per ricercatori e appassionati”.

Interrogazione e prospettive

“Ho chiesto al Governo regionale quale fosse lo stato dell’arte e quali fossero le intenzioni sul futuro dell’Iraceb – continua Madeo –. La Regione ha annunciato la nomina di un commissario straordinario con poteri esecutivi per la riattivazione dell’istituto, la riorganizzazione della gestione e la definizione della situazione economico-finanziaria. Sul piano economico, si pensa a una transazione per chiudere bonariamente il debito e, se necessario, a un eventuale trasferimento in altra sede”.

Dalla denuncia all’azione

“Rimettere l’Iraceb nell’agenda politica è solo un primo passo – afferma Madeo –. Ora bisogna passare dalle parole ai fatti. Un consigliere di opposizione non può dettare le linee di governo, ma attraverso interrogazioni e strumenti ispettivi possiamo vigilare affinché le promesse trovino riscontro nei provvedimenti concreti. Il nostro obiettivo è non solo la riapertura dell’istituto, ma anche il suo sviluppo come volano per il turismo e per la valorizzazione del patrimonio culturale calabrese”.

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