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28 Gennaio 2026
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Giunta XXL in Calabria, via libera del Consiglio regionale. Il conto lo pagano i calabresi: 3,5 milioni di euro

La riforma dello Statuto regionale porta gli assessori da sette a nove e reintroducendo i sottosegretari alla Presidenza. Un intervento che nei fatti moltiplica poltrone, strutture e costi

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Lo chiamano allineamento alla normativa nazionale, ma nei fatti è un’espansione della macchina politica regionale. Con la riforma dello Statuto approvata in seconda lettura, il Consiglio regionale ha dato il via libera all’aumento del numero degli assessori, che passano da sette a nove, e alla reintroduzione dei sottosegretari alla Presidenza. Tutto formalmente legittimo, ma la domanda resta: a che prezzo? Perché dietro la parola “adeguamento” si nasconde un conto salato, che non ricade sui promotori della riforma ma sui contribuenti calabresi.

Due assessori in più, milioni in meno

I numeri, questa volta, non sono opinioni. Il costo complessivo dei due nuovi assessori è stato quantificato in oltre 3,3 milioni di euro nell’arco di cinque anni. Una cifra che non si limita alle indennità, ma include spese di esercizio del mandato, indennità di funzione, auto di servizio e soprattutto l’intera struttura speciale di supporto, con personale dedicato. Non solo. A fine legislatura ogni assessore porterà a casa anche una buonuscita superiore ai 25.000 euro, alla quale vanno aggiunti gli oneri riflessi. Dettagli? No. Sono soldi pubblici, e come tali pesano sul bilancio regionale già provato.

Il ritorno dei sottosegretari: un costo senza prezzo

La riforma non si ferma agli assessori. Lo Statuto riveduto introduce anche i sottosegretari alla Presidenza, fino a due, nominabili direttamente dal presidente della Giunta. Figure che dovrebbero “coadiuvare” l’azione di governo, ma che nei fatti comportano nuovi uffici, nuovo personale, nuove indennità e nuove strutture.

Il costo ufficiale? Non ancora comunicato. Ma una cosa è certa: non sarà zero. Ed è proprio questa assenza di trasparenza a rendere l’operazione ancora più indigesta. Perché se i 3,3 milioni riguardano solo i due assessori, con i sottosegretari il totale supera abbondantemente i 3,5 milioni di euro, con una cifra reale destinata a crescere.

Più poltrone, stessa Calabria

La maggioranza parla di efficienza, di migliore coordinamento, di governabilità. Ma fuori dal Palazzo la Calabria resta quella di sempre: sanità in affanno, trasporti carenti, giovani che se ne vanno, servizi essenziali al minimo storico. In questo contesto, l’ampliamento della Giunta appare meno come una necessità istituzionale e più come una scelta politica, con un impatto economico tutt’altro che marginale. Mentre si chiedono sacrifici ai cittadini, si allarga la stanza dei bottoni. E il conto, ancora una volta, lo pagano i calabresi.

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