Andrea Moretti resta a Trieste. In una sessione di mercato che lo vedeva come pezzo pregiato, il difensore centrale classe 2002 ha respinto con fermezza le avances di club ambiziosi come Cosenza e Crotone. Mentre le sirene della Serie B e dell’alta Serie C tentavano di strapparlo alla crisi giuliana, Moretti ha scelto di non scappare, legando il proprio destino a quello di una squadra che cerca di riemergere dal baratro.
Una classifica ai limiti del possibile
La scelta di Moretti assume contorni eroici se si osserva il tabellino della stagione. La Triestina vive una situazione sportiva drammatica: il club ha appena finito di scontare una mostruosa penalizzazione di 23 punti. Grazie all’ultimo turno, gli alabardati sono riusciti a colmare il debito con la classifica, raggiungendo finalmente quota 1 punto. Un’emergenza che non è solo di campo, ma anche societaria, con il futuro del club costantemente in bilico.
L’uomo del ritiro e della resistenza
Per il giovane centrale, la lealtà alla causa non è un atteggiamento nuovo. Già durante la scorsa estate, Moretti si era distinto per professionalità e attaccamento: fu l’unico calciatore a presentarsi regolarmente in ritiro. In quel periodo, mentre molti compagni restavano in vacanza e lo spettro del fallimento appariva ormai concreto, lui scelse di lavorare nell’incertezza. Oggi, con la stessa determinazione, sceglie la strada più difficile: restare a Trieste per tentare un’impresa che sembrava impossibile.









