Le risorse per il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria restano dove sono. Matteo Salvini, vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, chiarisce la linea del governo a margine di un convegno su Roberto Maroni a Montecitorio: i danni del maltempo nel Mezzogiorno non incideranno sul budget del Ponte. La distinzione tecnica tra fondi per la ricostruzione e fondi per le grandi opere è netta.
Il nodo dei cantieri in Sicilia
Il Ministro risponde duramente a chi ipotizza un cambio di destinazione d’uso dei capitali, sottolineando l’entità delle opere già avviate nell’isola. “No, perché sono fondi per investimenti, bisogna conoscerle le cose. Poi noi abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo?” incalza Salvini. La strategia del Ministero prevede la ricerca di canali di finanziamento paralleli per Sicilia, Calabria e Sardegna, preservando però l’attuale piano industriale nazionale: “Troveremo i fondi che servono ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero”.
Il Ponte come presidio di protezione civile
Secondo la visione del vicepremier, l’infrastruttura non rappresenterebbe solo un asset economico, ma un vantaggio logistico cruciale proprio durante le crisi ambientali. “Il Ponte serve ai siciliani. Anzi, col ponte probabilmente in caso di eventi disastrosi anche i soccorritori riuscirebbero a intervenire più velocemente”, spiega il Ministro. Salvini conclude la sua analisi ribadendo il diritto del territorio alla modernizzazione nonostante le fragilità idrogeologiche: “Non si capisce perché i siciliani dovrebbero avere i problemi e non avere manco il ponte”.








