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3 Aprile 2026
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Escalation criminale senza sosta, nuova intimidazione nel Vibonese: bottiglie di benzina davanti a casa

Tre contenitori colmi di carburante lasciati nella notte nei pressi di un’abitazione a San Gregorio d’Ippona. I carabinieri hanno avviato accertamenti

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Non si ferma l’escalation criminale nel Vibonese. L’ultimo episodio si è verificato nella notte a San Gregorio d’Ippona, dove tre bottiglie contenenti benzina sono state rinvenute nei pressi dell’abitazione di un cittadino originario del Gambia, domiciliato da tempo nel comune. Un gesto che appare come un chiaro atto intimidatorio, una minaccia silenziosa ma esplicita, scoperta dalla vittima che ha immediatamente sporto denuncia.

Indagini dei carabinieri: testimoni e videosorveglianza

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di San Gregorio d’Ippona e della Compagnia di Vibo Valentia, che hanno sequestrato le bottiglie con liquido infiammabile per gli accertamenti del caso. Le indagini si concentrano ora sull’ascolto di eventuali testimoni e sull’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare movimenti sospetti o elementi utili all’identificazione dei responsabili.

Una scia di fuoco e minacce nel Vibonese

L’episodio non è isolato. Al contrario, si inserisce in una sequenza ravvicinata di atti intimidatori che stanno alimentando un clima di forte preoccupazione: tre autovetture incendiate a Vena di Jonadi, incendio nel cantiere della mensa scolastica Buccarelli di Vibo Valentia, bottiglia con liquido infiammabile davanti alla macelleria Chiarello, in via Giovanni XXIII e sulla stessa strada, lettera minatoria sul parabrezza dell’auto del costruttore vibonese Francesco Patania. Una serie di episodi diversi per modalità e destinatari, ma accomunati dallo stesso linguaggio criminale: quello della paura.

Clima di tensione e allarme sicurezza

Quanto sta accadendo tra Vibo Valentia e i comuni limitrofi riaccende l’allarme sulla sicurezza del territorio. Gesti che sembrano voler marcare il controllo, lanciare segnali, intimidire. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma il quadro che emerge è quello di una pressione criminale diffusa, che colpisce cittadini, attività economiche e cantieri pubblici.

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