Abbiamo toccato il fondo. L’Unità di terapia intensiva cardiologica e la Cardiologia è tra le poche strutture complesse dell’ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia che funziona. Visto che “girava” bene per la grande professionalità dell’equipe checi lavora bisognava fare qualcosa per “azzopparla”. Ci sono riusciti smembrandola e collocandola in locali posti in piani diversi. Dapprima era tutta concentrata al terzo piano del presidio ospedaliero cittadino. Adesso in una parte consistente di questi locali è stato collocato il reparto di Medicina per cui la Cardiologia non dispone più della semi terapia intensiva. Al terzo piano sono rimasti l’Utic e alcuni ambulatori collocati in locali veramente angustii dove si possono estrarre soltanto le unghie e non curare patologie mortali come quelle cardiache.

Il “buco” deciso dagli “strateghi”
Altri ambulatori di primaria importanza sono stati trasferiti in un “buco” posto al secondo piano. Forse gli “strateghi” di questo smembramento non hanno valutato quale patologia cura l’Unita’di Terapia intensiva di cardiologia. Facciamo una ripassatina. L’Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica) e la Cardiologia, pur essendo spesso integrate come Uoc (Unità operativa complessa) in molte strutture, operano come reparti distinti per intensità di cura: l’Utic gestisce pazienti critici con monitoraggio continuo (infarti, aritmie gravi), mentre la Cardiologia ordinaria si occupa di degenze, diagnostica (ecocardiogrammi, eco-stress) e riabilitazione. Nel presidio ospedaliero cittadino tutto questo non esiste più.

Ecco i dettagli sulle funzioni e la struttura:
Utic (Terapia intensiva cardiologica): prende in carico pazienti con patologie cardiache acute o instabili, offrendo monitoraggio 24/24h e cure intensive. Le patologie gestite includono sindrome coronarica acuta, edema polmonare, shock cardiogeno e necessità di supporto meccanico.
Cardiologia (Degenza ordinaria): gestisce cardiopatie ischemiche, malattie valvolari, scompenso cardiaco, miocarditi e pericarditi. Offre aree diagnostiche (Egc, Holter) e diagnostica per immagini. Purtroppo nell’Unità operativa complessa del presidio ospedaliero “G.Jazzolino“ manca l’Interventistica che include molti reparti integrati che includono laboratori di Emodinamica dove si eseguono interventi di rivascolarizzazioni.
Continuità assistenziale: l’integrazione tra i due reparti, pur operando su livelli diversi, assicura la continuità assistenziale dal ricovero critico in Utic fino alla dimissione e riabilitazione. Sebbene la tendenza moderna sia l’integrazione, la divisione fisica e funzionale tra intensità di cura (Utic) e degenza ordinaria permette una gestione specializzata del paziente.
Per evitare questi improvvisi cambiamenti non si potevano utilizzare altri locali presenti all’interno del presidio ospedaliero cittadino?








