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5 Febbraio 2026
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Tumore del colon-retto, la sfida della Calabria passa da prevenzione e qualità delle cure

A Catanzaro la lectio magistralis di Alberto Vannelli mette al centro continuità assistenziale, multidisciplinarietà e ruolo del volontariato

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Prevenzione, diagnosi precoce e continuità dei percorsi di cura sono oggi i nodi strategici nella lotta al tumore del colon-retto, una delle neoplasie a più alta incidenza. Una sfida che riguarda l’intero Servizio sanitario nazionale, ma che in Calabria assume un valore ancora più cruciale, intrecciandosi con le disuguaglianze di accesso alle cure e con la qualità dell’organizzazione oncologica territoriale.

Il decennale Acmo e la lectio magistralis

È in questo scenario che si colloca la lectio magistralis di Alberto Vannelli, chirurgo oncologico di rilievo internazionale, in programma sabato 7 febbraio a Catanzaro, nella Sala delle Culture del Palazzo della Provincia, in occasione dei dieci anni della sede cittadina dell’Associazione Calabrese Malati Oncologici (ACMO).

Il titolo dell’incontro, “Dal volontariato organizzato alla medicina specialistica. La sfida del tumore del colon per il Sistema Sanitario Regionale Calabrese”, racconta già l’ambizione dell’evento: creare un dialogo strutturato tra alta competenza clinica, volontariato e istituzioni sanitarie, per rafforzare una risposta territoriale più equa ed efficace.

Chirurgia conservativa e qualità della vita

Protagonista della giornata sarà il professor Alberto Vannelli, dirigente medico di chirurgia all’Ospedale Sant’Anna di Como e unico erede della scuola di chirurgia colon-rettale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ha segnato una svolta nella chirurgia conservativa del retto.

Un approccio orientato non solo alla sopravvivenza, ma anche alla qualità della vita dopo la cura, ancora oggi praticato in pochi centri italiani e trasferito da Vannelli anche fuori dall’Istituto e all’estero.

Nel suo intervento offrirà una panoramica aggiornata su prevenzione e terapie del carcinoma del colon-retto, con un focus su percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), multidisciplinarietà e integrazione ospedale-territorio.

“L’evoluzione della chirurgia oncologica e dei percorsi multidisciplinari ha migliorato in modo significativo la prognosi del carcinoma del colon-retto – spiega Vannelli –. Restano però criticità organizzative che impongono un investimento continuo su prevenzione, diagnosi precoce e reale integrazione tra ospedale e servizi territoriali”.

“Il lavoro svolto dall’ACMO di Catanzaro in questi dieci anni – aggiunge – rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra professionisti, istituzioni e volontariato. È un onore contribuire a questo momento di confronto scientifico”.

Volontariato e sanità: un’alleanza necessaria

Il convegno segna un passaggio simbolico per l’ACMO di Catanzaro, che da dieci anni affianca pazienti oncologici e famiglie con servizi di supporto, accompagnamento e orientamento ai percorsi di cura, riducendo fragilità sociali e organizzative che spesso amplificano l’impatto della malattia.

Memoria, multidisciplinarietà e migrazione sanitaria

Dedicato alla memoria di Silvana Giorla e Gisella Soluri, l’incontro si svolge sotto la direzione scientifica di Bonaventura Lazzaro, oncologo palliativista e direttore dell’Hospice San Vitaliano. Ad aprire i lavori sarà Aldo Riccelli, presidente ACMO, seguito da una tavola rotonda multidisciplinare coordinata da Lazzaro.

Ampio spazio anche al tema della migrazione sanitaria, con l’intervento di Paola Varese, oncologa e direttore scientifico FAVO, e la testimonianza di Maria Piccolo, in un confronto che coinvolge rappresentanti delle istituzioni locali e del sistema sanitario regionale.

In un territorio segnato da forti disuguaglianze sanitarie e da una persistente frammentazione dell’assistenza, i percorsi oncologici integrati diventano una leva strategica. E il volontariato organizzato si conferma presidio di prossimità essenziale per prevenzione, sostegno ai pazienti più fragili e continuità delle cure.

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