Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Decreto Sicurezza, introducendo norme volte a rafforzare la prevenzione dei disordini pubblici e la tutela dei cittadini. Tra le principali novità, il fermo preventivo fino a 12 ore in caso di condotte considerate pericolose durante manifestazioni, con notifica immediata al pubblico ministero.
Fermo preventivo e Daspo per i cortei
Il decreto prevede che, durante manifestazioni pubbliche, le forze dell’ordine possano trattenere chi rappresenta un rischio concreto per l’ordine, anche basandosi sul possesso di armi o precedenti penali. La misura dura al massimo dodici ore e deve essere comunicata subito al pubblico ministero, che può disporre il rilascio se non sussistono i presupposti.
Chi ha condanne per reati violenti o contro la sicurezza pubblica rischia invece il Daspo per le piazze, con divieto di partecipare a cortei e assembramenti.
Stop ai coltelli e responsabilità dei genitori
Viene introdotto il divieto di vendita di coltelli e strumenti taglienti ai minori di 18 anni, con sanzioni fino a 12.000 euro per i commercianti che non verificano l’identità.
Chi porta fuori casa lame superiori a otto centimetri senza giustificato motivo rischia da sei mesi a tre anni di reclusione, mentre i genitori di minori coinvolti possono ricevere sanzioni amministrative fino a 1.000 euro.
Zone rosse e pene più severe
Il Prefetto potrà istituire zone urbane “rosse”, caratterizzate da episodi gravi di criminalità o violenza, allontanando soggetti con precedenti penali o comportamenti pericolosi. Prevista anche la possibilità di arresto in flagranza differita per danneggiamenti durante manifestazioni pubbliche.
Inoltre, le multe per cortei non autorizzati salgono fino a 12.000 euro, mentre chi non si ferma all’alt della Polizia può essere perseguito penalmente con sospensione della patente e confisca del veicolo.
Rafforzamento delle indagini e tutela dei cittadini
Il decreto amplia i poteri della polizia penitenziaria per operazioni sotto copertura e introduce norme per la tutela dei giornalisti e del personale ferroviario. Previsto il potenziamento dei presidi di Polizia sul territorio, vigilanza sui litorali e controlli sulle reti ferroviarie.
Reazioni dei vertici di governo
L’approvazione del Decreto Sicurezza ha ricevuto commenti dai principali esponenti del governo, che hanno sottolineato l’impegno a garantire sicurezza ai cittadini e responsabilizzare chi organizza manifestazioni.
La premier Giorgia Meloni ha dichiarato: “Lo Stato non gira la testa dall’altra parte, difende chi ci difende e restituisce sicurezza ai cittadini. Rafforziamo l’allontanamento di soggetti pericolosi, introduciamo pene più severe per borseggiatori e misure contro le baby gang. Chi si è legittimamente difeso non sarà automaticamente indagato.”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha aggiunto: “Le norme erano allo studio da tempo e la loro adozione non è un’accelerazione estemporanea. La cauzione preventiva responsabilizza anche economicamente chi organizza manifestazioni.”
Sulla conformità delle misure alla legge e alla Costituzione si è soffermato il vicepremier Antonio Tajani, sottolineando: “Si tratta di misure urgenti sempre nel rispetto della Costituzione, per garantire sicurezza ai cittadini e tutela delle libertà personali.”
Infine, il vicepremier Matteo Salvini ha concluso: “Chi sbaglia paga, chi lavora onestamente va protetto. La Lega porterà in Parlamento la questione della cauzione, convinto che la maggioranza si troverà d’accordo.”









