Dodici anni di militanza, una sola bandiera e nessuna intenzione di ammainarla. Domenico Furgiuele sceglie Instagram per stroncare le indiscrezioni che, nelle ultime ore, lo dipingevano prossimo alla fuoriuscita dalla Lega. Una foto insieme a Matteo Salvini correda il messaggio con cui il parlamentare ristabilisce la sua verità : “È doveroso, una volta per tutte, fare chiarezza”.
Il deputato riavvolge il nastro fino alle origini del progetto leghista al Sud, quando la Calabria segnava un marginale 0,1% e il partito, guidato dal “giovane segretario federale” Salvini, faticava a superare il 3% nazionale. Da quel momento, sottolinea con fermezza, la sua posizione non è mai mutata.
La militanza contro i “fedelissimi social”
Furgiuele rivendica un percorso politico radicato nel territorio, fatto di battaglie e risultati che definisce incompatibili con le “ricostruzioni interessate” circolate di recente. Il passaggio più acuminato è riservato a chi oggi si proclama “fedelissimo del partito esclusivamente sui social”. A loro, il parlamentare oppone una militanza “autentica e di lunga data” costruita lontano dai post e vicino alle persone.
Il “modello Lamezia” e i numeri del consenso
Nella sua analisi, Lamezia Terme emerge come il caso studio del successo leghista nel Mezzogiorno. Furgiuele cita dati che definisce “numeri, non opinioni”: una città di 70 mila abitanti capace di tributare alla Lega oltre il 10% alle comunali e picchi superiori al 20% alle regionali. Un consenso tradotto in tre consiglieri eletti e un assessore, consolidando la città come un vero baluardo per il Carroccio.
Al servizio del partito
Pur sedendo tra gli scranni della Camera, Furgiuele rifiuta l’etichetta di burocrate della politica. Si definisce “tra i padri fondatori della Lega in Calabria» e rivendica la capacità di «fondare, costruire e tenere insieme” doti che dichiara di voler continuare a mettere a disposizione della segreteria. Lo spirito, assicura, resta quello del militante delle origini, pronto a servire il partito anche nelle fasi più critiche. “Sono Furgiuele! Un uomo di parte. E continuerò ad esserlo” chiosa il deputato, mettendo la parola fine alla crisi di nervi del dibattito calabrese.









