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7 Febbraio 2026
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Fatture false e capitali all’estero: maxi sequestro da oltre 8 milioni, coinvolti anche imprenditori calabresi (VIDEO)

Dalla Riviera veneta al Sud Italia, smantellata una rete tessile accusata di frode fiscale: 57 indagati e un sistema da 26 milioni di euro

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Un sistema organizzato di frode fiscale, capace di attraversare l’Italia da Nord a Sud e coinvolgere anche la Calabria, è finito sotto la lente della Guardia di Finanza di Venezia, che ha eseguito un sequestro preventivo da oltre 8 milioni di euro nei confronti di 57 imprenditori del settore tessile.

Il provvedimento, disposto dal Gip del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura, arriva al termine di un’indagine che ha portato alla luce un meccanismo fondato sull’emissione sistematica di fatture per operazioni inesistenti, per un valore complessivo stimato in oltre 26 milioni di euro.

Il cuore del sistema tra Veneto e Nord Est

Le indagini, condotte dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Venezia – Mestre, hanno individuato il centro operativo del sodalizio tra le province di Venezia, Treviso e Padova. Secondo gli inquirenti, il gruppo – riconducibile a una struttura di matrice asiatica – avrebbe emesso migliaia di documenti fiscali fittizi a favore di oltre 50 aziende distribuite in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Calabria.

«Un sistema collaudato, capace di alimentare un’evasione diffusa e trasversale», spiegano fonti investigative.

Fatture elettroniche e prestanome

Per risalire ai responsabili effettivi, spesso occultati dietro prestanome, i finanzieri hanno analizzato i flussi telematici delle fatture elettroniche, riuscendo a geo-localizzare gli indirizzi IP da cui partivano e venivano registrati i documenti fittizi.

Un lavoro tecnico che ha permesso di superare la frammentazione apparente delle operazioni e ricondurle a un’unica regia.

Soldi all’estero e beni di lusso

Le successive indagini finanziarie hanno evidenziato la sistematica esportazione di capitali all’estero, ma anche il reimpiego dei proventi illeciti in immobili, gioielli e capi di alta moda. Una parte significativa delle somme evase veniva reinvestita in beni di lusso, sottraendo risorse all’economia legale.

Il sequestro e il ruolo della Calabria

Con il supporto di oltre 30 Reparti della Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale, è stato eseguito il sequestro di 8.306.459 euro, ripartito tra i 57 indagati in base alla quota di imposta ritenuta evasa.

Tra le regioni coinvolte figura anche la Calabria, dove operano alcune delle imprese beneficiarie delle fatture false, a conferma di un fenomeno che non conosce confini geografici.

Un’indagine ancora aperta

La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione si inserisca nel più ampio impegno contro le forme di evasione più dannose per il tessuto produttivo, a tutela delle imprese che operano nel rispetto delle regole.

Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

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