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14 Aprile 2026
14 Aprile 2026
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Furgiuele sceglie Salvini, mette da parte Vannacci e riapre la partita della Lega in Calabria

Dopo mesi di voci e corteggiamenti, stop all’asse con il generale e nuovo feeling con il capitano. Tra malumori interni, congressi mai celebrati e nuovi equilibri, si riapre una partita tutta interna al Carroccio regionale

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C’era chi, all’interno del Carroccio calabrese, stava già pregustando la fuoriuscita di “chiru pazzu futtutu di Furgiuele”, a lungo “corteggiato da Roberto Vannacci”.
Le cose però sono andate diversamente, ma il corteggiamento va avanti, perché le general è uno tenace.

Il militante ignoto e la notorietà selettiva

Il militante ignoto, dal titolo della sua opera prima letteraria, che gli è valsa un tour permanente nelle sezioni italiane della destra viscerale, resta per adesso a casa, ma vuole tornare ad essere noto.

Non tanto in Calabria, e sulla scena mediatica nazionale, dove la sinistra ne ha fatto una star, quanto in quella Lega domestica, “da me fondata in questa regione”, ripete ad ogni piè sospinto, in cui tocca pochissimi palloni.

Dichiarazioni d’amore, ma non a gratis

Domenico Furgiuele rinnova la propria dichiarazione d’amore a Salvini e al partito, ma non a gratise, sia ben chiaro. Il deputato lametino, assurto di recente agli onori delle cronache, per via della contestata conferenza stampa alla Camera su una proposta di legge riguardante la remigrazione, ha avuto infatti garanzie che qualcosa in Calabria presto cambierà.

Una bolla paradossale chiamata Lega

Il partito, com’è noto, vive da tempo in una bolla paradossale, di cui anche Matteo Salvini pare essersi accorto: buona rappresentanza istituzionale, sia alla regione che al parlamento, ma andamento anarchico. “Non abbiamo neanche le correnti – si sfoga qualcuno – ormai prevale la logica del penso solo al mio culetto”.

La richiesta di contare di nuovo

In questo quadro, il militante Furgiuele ha chiesto espressamente di poter tornare a dire la sua. Si è stancato di vedere che i colleghi Loizzo, Greco e Mancuso ottengono mentre a lui, quando va bene, si riservano le briciole.

Il network e il congresso che non c’è

Di qui, la costruzione di un ‘network’, fatto di vecchi e nuovi contatti, per prepararsi a quel congresso leghista che Matteo Salvini non ha mai fatto celebrare ai suoi in terra di Calabria, optando sempre per il “democraticissimo” sistema delle cooptazioni. Tuttavia, questa poco lusinghiera prassi avrebbe i mesi contati.

La scossa necessaria

“Il partito ha bisogno di una scossa” – si dice da più versanti – “Non può essere solo una cosa riguardante gli eletti”. Anche perché, non sappiamo quanto essi pesino ancora in vista delle prossime elezioni parlamentari.

Forse pesano di più alcuni non eletti eccellenti, vedi il duo Sarica-Scopelliti in riva allo Stretto e Claudio Parente a Catanzaro, tanto per fare due esempi di player che la Lega rischia di perdere per eccesso di sciatteria. Occhio pure a Cataldo Calabretta, del quale lo stesso Salvini si fida ciecamente. E Occhiuto e gli occhiutiani lo sanno. Ecco perché la manovra con la quale si vorrebbe portare qualche trombato della burocrazia regionale al comando della Sorical è già fallita. Miseramente fallita.

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