È una presa di posizione netta, affidata ai social, quella dell’Asd Dierre Basketball Reggio Calabria, formazione impegnata nel campionato di Serie C Unica. La società ha reso noto che uno dei propri atleti, Elias Donati, sarebbe stato vittima di insulti razzisti durante la trasferta di domenica scorsa a Gela, attribuendo la responsabilità a un dirigente della squadra avversaria, il Gela Basket.
Nel messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale, la Dierre chiarisce subito il contesto: “Non è nostro costume additare, ma questa volta non possiamo stare zitti”. Una premessa che introduce una ricostruzione dura dei fatti, collocata all’interno di un clima sportivo che, sottolinea la società, spesso si richiama ai valori di solidarietà e inclusione.
Il video e la richiesta di responsabilità
Secondo quanto dichiarato dalla società reggina, l’episodio non sarebbe rimasto confinato alle testimonianze dirette. “Un video, dalla qualità ottima e inconfutabile, ha documentato per intero la vergogna: insulti razzisti, chiari e ripetuti“, si legge nella nota, che parla apertamente di un confine superato.
Da qui la richiesta formale rivolta al Gela Basket: scuse pubbliche, una presa di distanza netta dal comportamento del proprio dirigente e provvedimenti immediati nei suoi confronti. La Dierre chiede inoltre l’intervento del giudice sportivo competente, auspicando decisioni definite “reali ed esemplari“.
La posizione della Fip Calabria
Sull’episodio è intervenuta anche la Federazione Italiana Pallacanestro – Comitato Regionale Calabria. In una nota diffusa nei giorni successivi ai fatti, la Fip Calabria ha espresso «ferma e totale condanna per il grave episodio di razzismo verificatosi», manifestando «piena e convinta solidarietà all’atleta Donati, vittima di un comportamento che nulla ha a che vedere con lo sport e che lede in modo intollerabile la dignità della persona».
Una posizione ribadita dal presidente regionale, Paolo Surace, che ha dichiarato: “Il basket non può e non deve tollerare episodi di inciviltà e razzismo. Il rispetto dell’avversario, delle persone e delle regole è un valore fondante e non negoziabile. Chi tradisce questi principi si pone fuori dal perimetro educativo e culturale del nostro movimento“.








