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4 Aprile 2026
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Calabria
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La perla ionica Calopezzati nella storia, l’unico borgo calabrese tra i venti più belli d’Italia

Il piccolo centro ionico entra nella prestigiosa selezione 2026 di Skyscanner. Una consacrazione che può aprire nuove prospettive per il turismo locale anche grazie all'ottimo lavoro del sindaco Giudiceandrea

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C’è un filo sottile che lega l’argilla antica ai riconoscimenti moderni, e questo filo passa per Calopezzati. Il borgo cosentino della costa ionica è entrato nella lista dei venti paesi più belli d’Italia selezionati da Skyscanner per il 2026, distinguendosi come unica località calabrese in questa raffinata rosa di eccellenze nazionali. Un risultato che suona come una rivincita per un territorio spesso relegato ai margini delle grandi narrazioni turistiche, e che oggi vede finalmente riconosciuto il proprio valore intrinseco.
La selezione, pubblicata il 22 gennaio sulla piattaforma di viaggi, ha premiato un borgo per ogni regione italiana, scegliendo “piccoli gioielli” con meno di 60mila abitanti, centri storici ben conservati e quella capacità rara di esprimere nel modo più autentico l’identità del proprio territorio. Calopezzati, con il suo profilo sospeso tra mare e collina, ha saputo incarnare l’essenza stessa della Calabria: storia stratificata, bellezza discreta, un ritmo di vita che resiste alla frenesia contemporanea.

Un patrimonio che parla greco

Il nome stesso del paese custodisce memoria antica. Kalos-piqos, in greco: vasi d’argilla. Non una semplice etimologia, ma la cifra di un’identità radicata nell‘arte vasaia che qui si praticava già in epoca ellenica. Passeggiare nel centro storico medievale significa ancora oggi imbattersi in botteghe artigiane dove quella tradizione non è folklore, ma continuità vivente. Le mani che modellano la creta sotto le volte di pietra sono le stesse che tramandano gesti millenari, in un dialogo silenzioso con il passato.

Il Castello Giannone domina dall’alto, costruito su fondamenta bizantine, guardiano di pietra che ha visto susseguirsi dominazioni e culture. Poco distante, le chiese di Santa Maria Assunta e dell’Addolorata custodiscono secoli di fede e di arte sacra, mentre da piazza Garibaldi lo sguardo spazia dal profilo del maniero al blu profondo dello Ionio. È questa capacità di contenere in pochi chilometri quadrati tanta densità di storia e paesaggio a rendere Calopezzati un luogo fuori dall’ordinario.

L’occasione del riconoscimento

Per un comune di piccole dimensioni, entrare in una lista di rilevanza nazionale significa molto più di un semplice attestato. Significa visibilità presso milioni di utenti che consultano piattaforme come Skyscanner per pianificare i propri viaggi. Significa essere inseriti in un circuito di narrazione turistica che può generare flussi di visitatori interessati a un’esperienza autentica, lontana dai percorsi già battuti del turismo di massa.
Le ricadute economiche di questo tipo di riconoscimento non sono immediate, ma potenzialmente significative. L’esperienza di altri borghi italiani entrati in classifiche analoghe mostra come la visibilità mediatica possa tradursi in un graduale incremento delle presenze turistiche, con benefici diretti per le strutture ricettive, la ristorazione, l’artigianato locale. Marina di Calopezzati, con le sue spiagge, rappresenta già un elemento di attrazione estiva. L’inserimento nella lista di Skyscanner può ora favorire anche il turismo destagionalizzato, quello dei viaggiatori interessati al patrimonio culturale più che alla sola balneazione.

Tra mare e memoria

Calopezzati vive di questa duplice anima: borgo d’arte arroccato e stazione balneare affacciata sull’Ionio. Una dualità che potrebbe trasformarsi in valore aggiunto, offrendo ai visitatori la possibilità di coniugare il relax delle spiagge con l’esplorazione di un centro storico autentico, dove ogni vicolo racconta una storia diversa. È il modello del turismo lento, consapevole, che cerca nei luoghi non solo lo scenario per una fotografia, ma l’esperienza di un incontro con un’identità culturale ancora viva.

L’ottimo lavoro di Giudiceandrea

L’inserimento nella selezione 2026 arriva in un momento in cui molti piccoli centri del Mezzogiorno stanno ripensando il proprio modello di sviluppo, puntando sulla valorizzazione intelligente del patrimonio diffuso piuttosto che su interventi invasivi. Per Calopezzati, il lavoro messo a terra dal sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea, ha consentito di centrare questo riconoscimento che può rappresentare uno stimolo a proseguire su questa strada, investendo nella cura del centro storico, nella promozione dell’artigianato tradizionale, nella narrazione della propria identità.
Da Piazza Garibaldi, dove lo sguardo abbraccia insieme le pietre del castello e l’azzurro del mare, si intuisce che questo piccolo borgo ionico ha ancora molto da raccontare. E forse, finalmente, qualcuno è pronto ad ascoltare.

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