Il 18 febbraio 1968, nella sua casa nel centro storico di Cosenza, si spegneva Pietro Mancini. A distanza di 58 anni dalla scomparsa e nel 150° anniversario della nascita – avvenuta l’8 luglio 1876 a Malito – la Fondazione Giacomo Mancini (FGM) rilancia la figura del fondatore del socialismo meridionale con una serie di iniziative culturali, tra cui l’uscita di un fumetto biografico.
Avvocato, professore di filosofia, primo deputato socialista della Calabria e della Lucania, antifascista perseguitato dal regime, Mancini fu protagonista delle istituzioni repubblicane: prefetto di Cosenza dopo la Liberazione, ministro nel primo governo dell’Italia libera, membro dell’Assemblea Costituente, senatore di diritto e giudice costituzionale.
Il testamento civile e politico
La Fondazione ha diffuso il passaggio conclusivo del suo testamento morale e politico, che resta uno dei documenti più intensi del socialismo italiano del Novecento:
“I miei funerali dovranno essere esclusivamente di rito civile. Senza pompa e senza fiori.
Un solo fascio di garofani rossi di mia moglie e dei miei figlioli. Un carro di terza classe e sulla bara la mia toga simbolo del mio lavoro e la bandiera rossa simbolo della mia fede. Fui sempre fedele al popolo ed a questa fedeltà debbono crescere i miei figliuoli e i miei discendenti. I compagni non dimentichino ed abbiano fede nel socialismo, la sola verità del mondo. Chi mi vuole visitare al camposanto mi visiti il primo maggio deponendo un garofano rosso dinanzi la mia tomba”.
Parole che restituiscono l’essenza di una vita spesa tra impegno civile, militanza socialista e rigore istituzionale.
Il fumetto: “Pietro Mancini, il primo socialista”
il doppio anniversario, la Fondazione – presieduta dal nipote omonimo Pietro Mancini e con la presenza nel Cda del trisnipote, anch’egli Pietro – annuncia la pubblicazione del fumetto “Pietro Mancini, il primo socialista”, edito da Rubbettino Editore.
L’opera, rivolta soprattutto alle nuove generazioni, ricostruisce in forma narrativa e illustrata la traiettoria politica e umana di Mancini: dalle battaglie per i diritti dei lavoratori nel Mezzogiorno alla resistenza al fascismo, fino al contributo alla nascita della Repubblica.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasmettere una memoria che non sia solo celebrativa, ma formativa, capace di parlare ai giovani attraverso un linguaggio contemporaneo.
Un’eredità che interpella il presente
Nel panorama del socialismo italiano, la figura di Pietro Mancini conserva un valore simbolico e storico. La sua scelta di funerali civili, sobri, accompagnati soltanto da un fascio di garofani rossi, riassume una visione coerente della politica come servizio al popolo.
Nel 150° anniversario della nascita, la Calabria e il Mezzogiorno tornano così a interrogarsi sulle radici del proprio impegno democratico e sulla tradizione del socialismo riformista che Mancini contribuì a fondare.









