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18 Febbraio 2026
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Precari Calabria, il tempo delle promesse è finito: 1.800 Tirocinanti verso la selezione, ma 900 restano fuori

Vertice in Regione su lavoro e stabilizzazioni. Entro 30 giorni un piano per gli esclusi, pagamenti in arrivo per gli over 60. Sindacati: “Servono atti concreti, non rinvii”

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Un tavolo atteso, carico di numeri e di aspettative. Nella sede della Regione si è consumato l’ennesimo passaggio di una vicenda che in Calabria dura da anni: quella del precariato storico, dei TIS, degli ex LSU-LPU, di lavoratori che hanno garantito servizi essenziali senza mai avere piena stabilità. Il confronto tra il Presidente della Regione, l’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese e CGIL, CISL e UIL ha prodotto impegni e scadenze. Ma anche la consapevolezza che la partita è tutt’altro che chiusa.

TIS, numeri importanti ma non per tutti

Sul fronte dei TIS (Tirocinanti di Inclusione Sociale) la Regione ha comunicato l’avvio delle procedure di selezione per 1.754 unità, con una proiezione che potrebbe arrivare fino a 1.800 lavoratori. Un dato che fotografa uno sforzo amministrativo significativo, ma che non esaurisce la platea.

Restano infatti 396 lavoratori ancora in formazione e circa 900 esclusi dalle procedure di stabilizzazione. È qui che si concentra la tensione maggiore. Perché se per molti si apre uno spiraglio, per altri il rischio è quello di restare intrappolati in una zona grigia.

I sindacati hanno chiesto un piano integrato di misure che non lasci indietro nessuno: percorsi di formazione professionalizzante finalizzati all’assunzione presso altri enti, strumenti di incentivo all’esodo per chi è più vicino alla pensione, misure di autoimpiego per chi può costruirsi una strada autonoma. La Regione si è impegnata a completare il monitoraggio sui profili degli esclusi e a presentare entro 30 giorni un piano dettagliato con risorse e tempistiche. Una scadenza chiara, che ora diventa cartina di tornasole.

Over 60, indennità in pagamento

Un capitolo a parte riguarda gli over 60 beneficiari dell’assegno di inclusione. Per loro è stata annunciata la liquidazione delle indennità di gennaio e febbraio entro la fine della prossima settimana. Un passaggio che vale più di una formalità amministrativa: per molti si tratta dell’unica entrata certa.

Ex LSU-LPU, il nodo delle ore part-time

Più complessa la questione degli ex LSU-LPU, oggi stabilizzati presso diversi enti ma spesso con contratti part-time che comprimono reddito e prospettive. CGIL, CISL e UIL hanno richiamato la Regione al rispetto dell’accordo sottoscritto nel 2022, che prevedeva l’utilizzo delle economie derivanti dalle quiescenze per aumentare le ore lavorative.

La risposta è stata un impegno formale: verificare le economie effettivamente disponibili rispetto al fondo iniziale e destinare quelle risorse agli incrementi orari previsti, valutando anche eventuali risorse integrative legate a progetti obiettivo. Un passaggio tecnico, ma politicamente rilevante. Perché la stabilizzazione, se resta part-time, rischia di trasformarsi in una sicurezza dimezzata.

Mobilità bloccata e vuoti contributivi

Nel confronto è tornato anche il tema della norma che impedisce la mobilità per gli ex LSU-LPU, definita dai sindacati un vincolo da superare. E poi il capitolo più silenzioso ma altrettanto pesante: quello delle carenze contributive accumulate negli anni di lavoro precario. Su questo la Regione ha assicurato sostegno alle iniziative normative in corso, con l’obiettivo di affrontare la questione in sede di Conferenza Stato-Regioni.

La vera sfida: superare il precariato storico

La dichiarazione finale dei sindacati è netta: “Restiamo in campo con l’obiettivo del progressivo superamento del precariato storico calabrese”. Ma il tempo delle formule è agli sgoccioli. Dopo anni di tavoli, accordi e proroghe, il banco di prova sarà la traduzione degli impegni in atti concreti. Le prossime quattro settimane diranno se la Regione avrà imboccato la strada di una soluzione strutturale o se, ancora una volta, il precariato resterà la cifra permanente del lavoro pubblico in Calabria.

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