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10 Marzo 2026
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Occhiuto bis, l’allargamento della giunta slitta a marzo tra cicloni (mediatici) e mal di pancia in Cittadella

Spuntano sottosegretari utili alla politica (non alla macchina), assessorati da liberare e nomi imposti dall’alto: Salvini e Lupi vogliono comandare. E intanto, tra dirigenti spaesati e vecchi ritorni, in Calabria il gioco si fa più sporco

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Gli effetti nefasti dei cicloni (anche social mediatici), com’era prevedibile, hanno finito per rallentare la road map politica disegnata dai piani alti della Cittadella all’indomani del varo dell’Occhiuto bis. Sarà quindi marzo il mese nel quale l’esecutivo regionale verrà verosimilmente allargato a 9 componenti, in aderenza alle ultime modifiche legislative, più un paio di sottosegretari, i quali, pur potendo partecipare ai lavori del governo, non potranno andare al di là di un apporto di natura consulenziale e consultiva, per assicurare il quale in regione vi sarebbero, a dire il vero, fior di impiegati retribuiti con fior di quattrini.

Il “mostriciattolo” sottosegretariale

Il mostriciattolo sottosegretariale, tuttavia, è necessario, come andiamo ripetendo da tempo, per far quadrare i conti della politica, non quelli della burocrazia della nostra “Casa Rosada”, tra i ranghi della quale – va detto – non mancano i musi lunghi di dirigenti che, a distanza di oltre due mesi dall’ultima riorganizzazione, non hanno ancora capito quale sia la loro mission, per questo molto “impossible”, ecco perché li chiamano direttori Tom Cruise.

Allargamento a 9 e leggina ad hoc

Tornando all’allargamento a 9, esso è subordinato all’approvazione di una leggina che regolerà nel dettaglio le competenze (anche economiche) dei già citati sottosegretari. Sì, perché non è escluso che uno degli attuali assessori (Minenna?) andrà a ricoprire la “sottocarica” per far spazio ad un altro assessore forzista, in quanto gli altri due saranno appannaggio di Lega e Noi Moderati, in coerenza con i gentleman agreement che il presidente, Roberto Occhiuto, ha stabilito con Matteo Salvini e Maurizio Lupi.

Nomi calati da Roma, niente rose

Saranno loro a dare un nome ciascuno. Attenzione: un nome solo, e non una rosa di nomi dalla quale pescare. Ciò significa che le idee, perlomeno a Roma, cominciano ad essere chiare. In casa Lega, ad esempio, sarà utilizzato il criterio reggino per scegliere. Non a caso, le quotazioni dello scopellitiano Sarica crescono a dismisura. Salvini alla collaborazione con Peppe Scopelliti non rinuncerà mai, con buona pace di quanti, in riva allo Stretto, temono il ritorno dell’ex governatore, molto in forma di questi tempi.

Noi Moderati e la mossa di Pitaro

In casa Noi Moderati, Vito Pitaro è sempre in pole position, tuttavia il consigliere regionale vibonese, ci riferiscono, non è ossessionato dall’idea di entrare in una partita nella quale i palloni giocabili potrebbero essere pochi: meglio concordare con Lupi l’ingresso di un suo fedelissimo e tenersi le mani libere in Consiglio regionale, dove molto si può fare. Anche i guastatori.

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