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25 Febbraio 2026
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Fiorita resta in sella, fallisce la congiura: “Le persone serie le dimissioni non le annunciano, le danno”

Crisi politica sventata a Palazzo De Nobili: la sfiducia non passa, i firmatari si fermano a 15. Il sindaco di Catanzaro rilancia: "Ha perso solo la città, ma la fiammella del cambiamento brilla ancora"

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La crisi c’era, il tentativo pure. Ma la sfiducia contro il sindaco di Catanzaro non è arrivata. Alla scadenza del termine ultimo – 25 febbraio – i firmatari si sono fermati a quota 15, ben lontani dal numero necessario per mandare a casa l’amministrazione.

Un pericolo scampato che, salvo colpi di scena sul bilancio (scenario definito da più parti impensabile e dannoso per la città), consente a Nicola Fiorita di proseguire fino alla scadenza naturale del mandato, evitando l’incubo di un lungo commissariamento.

Non a caso, i tradizionali Pensieri della domenica sono usciti eccezionalmente di mercoledì, come a voler sigillare politicamente la giornata decisiva.

Palazzo Fazzari e la città che si riaccende

Fiorita parte dai fatti. Dalle luci finalmente accese su Palazzo Fazzari, restituito alla città dopo tre anni di lavoro, tra burocrazia, errori del passato e resistenze. “Ci sono voluti tre anni, decine di riunioni, mille telefonate, un po’ di rabbia e tanta determinazione. Ma adesso Palazzo Fazzari è aperto, restituito alla città nella sua bellezza e nella sua potenza storica”.

Non solo simboli, ma funzioni: il palazzo sarà affidato agli studenti universitari, in collegamento con la casa dello studente in via di ultimazione a fine Corso Mazzini. “Se è tanto, poco o abbastanza devono dirlo i cittadini. Magari guardando le finestre di Palazzo Fazzari finalmente illuminate”.

Via Carlo V, la risposta a chi grida all’incapacità

Altro capitolo: Via Carlo V. Un immobile pericolante, segnalato dai Vigili del Fuoco. In quattro giorni, compreso il weekend, il Comune chiude la strada, diffida i proprietari, reperisce le risorse, adotta l’ordinanza e avvia la demolizione. “In appena quattro giorni – sabato e domenica compresi – abbiamo fatto quello che prima richiedeva mesi o anni”.

Poi l’affondo ironico: “Quelli che ci mettevano mesi o anni a fare (male) le cose gridano rabbiosi che siamo incapaci. È vero, anche questa volta siamo stati incapaci. Come con il ciclone Harry”.

Eventi, vita, normalità ritrovata

Nel racconto del sindaco c’è spazio anche per una Catanzaro viva, spesso soffocata – dice – da polemiche e fango. “Nell’ultimo fine settimana abbiamo ospitato una bellissima gara di motocross a Giovino, un pomeriggio di festa nel quartiere marinaro, due giorni di cultura con duecento ragazzi greci, il carnevale in Villa Margherita”.

E la frase che è anche una stoccata “Sicuramente non dimentico come era Catanzaro qualche anno fa”.

Don Mimmo Battaglia e la politica dell’umanità

Sabato sarà la giornata dedicata a Don Mimmo Battaglia, che riceverà la cittadinanza onoraria. “Il prete degli ultimi, il sacerdote di strada divenuto cardinale”.

Un riconoscimento che Fiorita lega a valori non negoziabili: “Per la pace, per la giustizia sociale, per gli umili e per l’umiltà di chi sa coltivare l’umanità in ogni luogo e in ogni tempo”.

La congiura fallita e il ricatto che non funziona

Il cuore politico del post arriva con il capitolo più duro. Fiorita non nomina direttamente gli avversari, ma il riferimento è chiaro: Forza Italia e l’operazione dimissioni dal notaio. “Dopo poche settimane Forza Italia ha cercato di conseguire lo scioglimento del Comune promuovendo le famose dimissioni dal notaio, senza che un atto così dirompente fosse supportato da una qualsivoglia motivazione politica”.

E ancora: “Il continuo fallimento di questo ricatto ripropone ogni volta la debolezza politica e la famelica voglia di potere di chi lo agita”. Ma Fiorita non canta vittoria: “Non ho vinto io, non ha vinto nessuno. Ha solo perso Catanzaro”.

Consiglio comunale, bilancio e svolta possibile

Secondo il sindaco, il fallimento della sfiducia apre una nuova fase. “Consente ancora di segnare questa consiliatura come quella della svolta epocale e non solo del cambio di direzione”.

Ma l’avviso ai naviganti è netto: “Occorre uno sforzo ulteriore da parte di chi amministra e uno sforzo corale che trasformi il Consiglio comunale in un organo capace di tracciare la linea della ripresa economica”.

I dossier elencati sono pesanti: centro storico, piccolo commercio, turismo, mare, ospedale, periferie, isola pedonale.

“Le persone serie le dimissioni non le annunciano”

La frase più tagliente arriva sul finale: “Chi non crede nella possibilità di ingaggiare queste sfide potrebbe davvero dimettersi. Perché, diciamocelo francamente, le persone serie le dimissioni non le annunciano: le danno”. E la stilettata politica: “Il centro sinistra si rafforza stando nel e con il centro sinistra e non firmando con il centro destra”.

La piccola fiammella che resiste

Chiusura simbolica: “Oggi, 25 febbraio, la piccola fiammella del cambiamento brilla ancora”. E l’appello finale: “Davanti a noi si apre un anno e mezzo intrigante. Tocca a noi, a chi ci crede, a tutti coloro che vogliono una Catanzaro più forte e più giusta. Noi riaccendiamo i motori, voi riaccendete i cuori”.

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