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26 Febbraio 2026
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Cutro, tre anni dopo. Cirillo: “Una ferita che resta ancora aperta nella coscienza collettiva”

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria sottolinea: "Fare memoria è responsabilità morale e istituzionale"

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“A tre anni dalla tragedia di Cutro, il nostro dovere non è soltanto ricordare. È assumere fino in fondo la responsabilità morale e istituzionale di fare memoria, perché solo una memoria viva può generare scelte più giuste, più umane, più consapevoli”. Nel giorno in cui si fa memoria della strage di Cutro, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, affida a una riflessione intensa il ricordo di quella notte che ha segnato profondamente la coscienza della comunità calabrese e dell’intero Paese.

Morire per cercare il futuro

Cirillo dice ancora: “Quello che è accaduto a Steccato di Cutro tre anni fa è una ferita che resta aperta nella coscienza collettiva. È il volto di donne, uomini e bambini che hanno perso la vita cercando futuro. A loro va il nostro pensiero, alle loro famiglie il nostro rispetto. Ricordare significa non voltarsi dall’altra parte. Non basta commemorare. Come istituzioni abbiamo il dovere di custodire quella tragedia come monito permanente, affinché simili drammi non si ripetano. La Calabria è terra di partenze e di approdi. Conosciamo il significato del viaggio, della speranza e della paura del mare. Per questo Cutro ci riguarda nel profondo. È una pagina della nostra storia che ci obbliga a essere migliori”.

La vita viene prima di tutto

“Tre anni dopo – conclude il presidente del Consiglio regionale – riaffermiamo un principio semplice e non negoziabile: la vita umana viene prima di tutto. Nel silenzio del ricordo rinnoviamo il nostro impegno a difendere la dignità di ogni persona”.

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