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26 Febbraio 2026
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Rifiuti Free, Legambiente: Calabria a due velocità, Soveria Simeri e Gimigliano al top, zero Comuni nel Crotonese

Il report fotografa una regione in timida ripresa, trainata dall'eccellenza della provincia bruzia e dai primati del Catanzarese. Restano critiche le performance dei parchi naturali e del reggino.

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Sessantacinque per cento di differenziata e meno di 75 chili annui di residuo secco per abitante: è questa la “linea del Piave” che definisce i comuni Rifiuti Free. In Calabria la pattuglia degli enti virtuosi cresce, passando da 43 a 55 unità, un segnale di civiltà che tuttavia non nasconde i profondi squilibri tra i territori. Durante la giornata delle premiazioni regionali a Cosenza, Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente, ha delineato uno scenario in chiaroscuro: “Ci sono dei segnali positivi che attestano un’aumentata cultura della differenziata nella nostra regione, ma c’è ancora tantissimo da fare: guardiamo però al buono e all’aumento dei comuni rifiuti free”.

La mappa del merito: Cosenza domina, Catanzaro svetta

La provincia di Cosenza si conferma il motore trainante della regione, portando sul podio della sostenibilità ben 32 comuni. Tuttavia, l’eccellenza assoluta parla catanzarese: sono infatti Soveria Simeri e Gimigliano a spartirsi i vertici della classifica con percentuali di raccolta rispettivamente dell’88,5% e dell’88,7%. Al terzo posto si insedia Cleto, primo presidio del territorio bruzio con un solido 85,3%. Numeri che testimoniano come, anche in contesti complessi, l’ottimizzazione della filiera e il coinvolgimento dei cittadini possano produrre risultati di respiro europeo.

Le zone d’ombra: il silenzio di Crotone e la crisi dei parchi

Il bilancio si fa deficitario scendendo verso sud. Se il reggino arranca con soli tre comuni premiati, il Crotonese fa registrare uno zero assoluto che impone riflessioni urgenti. Ancora più allarmante è la situazione delle aree protette: su 114 comuni incastonati nei parchi calabresi, appena 17 sono riusciti a fregiarsi del titolo di virtuosi. Un paradosso che evidenzia la difficoltà nel coniugare la tutela paesaggistica con una gestione moderna e circolare degli scarti.

La sfida culturale: oltre la quantità

Non basta differenziare, bisogna farlo bene. Andrea Minutolo, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, sposta l’asticella verso le nuove direttive Ue. Se le nuove generazioni sono già proiettate verso il modello circolare, lo sforzo maggiore deve concentrarsi sulla popolazione più refrattaria: “Dobbiamo intervenire anche sullo zoccolo duro della popolazione che fa fatica a intercettare queste nuove abitudini: gli anziani, gli adulti, chi è più refrattario alle novità perché bisogna aumentare notevolmente la sensibilizzazione”.

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