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28 Febbraio 2026
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Separazione delle carriere, il procuratore di Cosenza Capomolla: “Stop a fake news e slogan”

Respinte le tesi sulla perdita di autonomia dei pubblici ministeri: "L’accusa assume una funzione giurisdizionale incardinata nella Carta"

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“La riforma costituzionale oggetto del referendum non lede l’autonomia dei pubblici ministeri ma, al contrario, conferisce loro una dignità costituzionale, inserendoli concretamente nel potere giurisdizionale”.

Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Cosenza, Vincenzo Capomolla, intervenendo al dibattito organizzato dal circolo cosentino di Nazione Futura.

“Stop alle fake news, confronto nel merito”

Nel corso dell’incontro, il magistrato ha invitato a evitare contrapposizioni ideologiche. “Bisogna evitare che i toni si esasperino – ha dichiarato – e discutere del merito, evitando che la politicizzazione, per alcuni versi legittima, ci distacchi da ciò che dice esattamente la riforma”.

Capomolla ha parlato di narrazioni fuorvianti, sottolineando come sia errato sostenere che la riforma determini una perdita di autonomia dei pubblici ministeri. “In questo senso – ha osservato – commettono un errore entrambi gli schieramenti del sì e del no”.

Il ruolo dell’accusa e la dignità giurisdizionale

Secondo il procuratore, la scelta di intervenire con una modifica costituzionale e non con una legge ordinaria è coerente con la rilevanza della materia.

“Trovo giusto che si sia scelta la strada costituzionale – ha spiegato – e trovo ingiustificato il timore di una perdita di autonomia dei Pm. Anzi, l’accusa assume una funzione giurisdizionale incardinata nella Carta alla pari della magistratura giudicante”.

Rivolgendosi ai rappresentanti dell’avvocatura presenti, Capomolla ha aggiunto: “Non è vero che si perderà l’autonomia, ma non è vero, come sostengono alcuni, che si arriverà a una piena parità tra le parti”.

Sorteggio del Csm e membri laici

Il magistrato si è detto favorevole al sorteggio dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura, ritenendone condivisibile la ratio. Diversa la valutazione per i membri laici.

“Per i laici – ha precisato – non lo avrei introdotto, atteso che li elegge il Parlamento in seduta comune e con ampie garanzie di rappresentatività per le minoranze”.

Il richiamo al rispetto istituzionale

“Come accusa siamo costretti ad invadere la vita del cittadino quando dobbiamo indagare – ha aggiunto – ma siamo sempre tenuti ad osservare quei principi di imparzialità scolpiti nell’articolo 97 della Costituzione”.

In conclusione, Capomolla ha auspicato un confronto rispettoso: “Spero che il dibattito di queste settimane sia caratterizzato da rispetto reciproco per le istituzioni, sulla scia di quanto richiamato dal Capo dello Stato”.

All’incontro, moderato da Vincenzo Campanella, hanno preso parte, tra gli altri, rappresentanti della Camera penale e dell’Ordine degli avvocati.

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