“Stiamo per partire. Se tutto va bene, abbiamo il volo programmato nel primo pomeriggio, con arrivo previsto nel tardo pomeriggio a Milano Malpensa. Poi dovrò prendere un altro volo per Lamezia Terme, dove dovrei arrivare in tarda serata”. Così parla al telefono con l’Ansa, in una conversazione datata odierna, Mirko Frascino, uno degli studenti del Liceo scientifico “Mattei” di Castrovillari rimasti bloccati a Dubai insieme ad altri coetanei dal 28 febbraio scorso.
Il giovane racconta di sentirsi “sollevato, un po’ più tranquillo”, ma frena ogni entusiasmo: “Personalmente mi sentirò davvero rilassato solo quando scenderò dall’aereo a Milano Malpensa. A quel punto potrò dire: finalmente è finita”. Anche se l’ultimo tratto del viaggio porta con sé un misto di ansia e apprensione, Mirko spera che “anche quest’ultimo passo verrà superato“.
Familiari e comunità locale respirano, in attesa di riabbracciare i ragazzi, segnati da giorni difficili e di preoccupazione.
L’annuncio della partenza e l’organizzazione del rientro
Gli studenti, insieme ai loro tutor, si trovano al momento in aeroporto ad Abu Dhabi, in attesa che il volo decolli, con partenza programmata per le 14:20 ora locale. La notizia della possibilità di tornare in Italia è arrivata ieri pomeriggio, suscitando sollievo ed entusiasmo tra i ragazzi.
Il rientro è previsto per le 18:30 a Milano Malpensa, secondo quanto riferito dai partecipanti al progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione World Student Connection. Sarebbero stati proprio i tutor, contattando la Farnesina, a coordinare le operazioni per organizzare il ritorno.
Parlando con l’Anas, Mirko ha voluto ringraziare la sua famiglia, la dirigente scolastica e i compagni di scuola, sottolineando come «anche un semplice messaggio di conforto ci ha aiutato a distrarci» in questi momenti difficili.
L’incubo iniziato sabato: paura, allarmi e momenti di tensione
Mirko e la sua compagna di viaggio, Azzurra, anch’essa studentessa del Liceo Mattei, erano a Dubai con oltre 200 ragazzi italiani per un’esperienza formativa che avrebbe dovuto concludersi sabato scorso. Tuttavia, a causa degli eventi del 28 febbraio, tutti i voli sono stati cancellati, lasciando i giovani bloccati e spaventati.
Nel corso delle ultime giornate, i ragazzi hanno vissuto situazioni di forte tensione. In una videochiamata con l’Ansa, Mirko ha raccontato uno dei momenti più spaventosi: «È arrivata una notifica di allarme missile sui nostri cellulari. Il suono era diverso dal solito, intenso e improvviso, e ha generato panico. La gente ha iniziato a urlare, c’erano bambini in braccio alle mamme che gridavano. Sono stati attimi terribili, simili a quelli che spesso si vedono solo nei documentari. Solo chi li ha vissuti può capire».
Mirko ha voluto spiegare in modo chiaro cosa significhi ricevere un alert di questo tipo, descrivendo la sensazione di allerta che il segnale provoca in chi lo riceve: un suono forte e diverso da qualsiasi notifica quotidiana che provoca immediatamente paura e reazione.









