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3 Marzo 2026
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Tentata estorsione, giovane crotonese passa dal carcere ai domiciliari con braccialetto elettronico

Il Tribunale accoglie l’istanza della difesa e sostituisce la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Decisivi il tempo già trascorso in detenzione e l’esclusione di alcune aggravanti in sentenza

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Il Tribunale di Catanzaro ha disposto la sostituzione della misura cautelare nei confronti di Francesco Serra, 33 anni, di Crotone, attualmente imputato per tentata estorsione aggravata. Il giudice, accogliendo l’istanza presentata dal difensore di fiducia, l’avvocato Stefano Nimpo del Foro di Catanzaro, ha sostituito la custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari, da eseguirsi presso l’abitazione di residenza, con applicazione del braccialetto elettronico.

Il percorso processuale

Serra era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro il 30 gennaio 2025. Il procedimento si è poi definito con rito abbreviato e, l’11 febbraio 2026, si è concluso con una condanna a quattro anni di reclusione e 2.400 euro di multa. In sentenza il giudice ha escluso alcune delle aggravanti contestate. Un ridimensionamento che, secondo la difesa, ha inciso sulla valutazione complessiva della posizione dell’imputato.

Le esigenze cautelari e il tempo trascorso

Nel provvedimento, il giudice richiama l’orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui il mero decorso del tempo non è sufficiente, di per sé, a giustificare l’attenuazione della misura cautelare. Tuttavia, nel caso concreto, sono stati valorizzati ulteriori elementi. Da un lato, il tempo già trascorso in custodia, pari a un anno e due mesi; dall’altro, il minor contributo concorsuale riconosciuto all’imputato nella perpetrazione del fatto, nella forma tentata. Elementi che, valutati congiuntamente alla pronuncia di condanna intervenuta in primo grado, sono stati ritenuti idonei a consentire una rimodulazione delle esigenze cautelari. Secondo il Tribunale, la pena inflitta può assumere anche un valore di deterrente rispetto alla commissione di ulteriori reati, ridimensionando il pericolo di reiterazione.

Domiciliari con controlli rafforzati

Il collegio ha quindi disposto gli arresti domiciliari, prescrivendo il divieto di allontanarsi dall’abitazione senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria e il divieto di comunicare con persone diverse da quelle conviventi.È stata inoltre prevista l’immediata applicazione del braccialetto elettronico di controllo. La misura cautelare, dunque, resta ma viene rimodulata, in un equilibrio tra tutela delle esigenze processuali e principio di proporzionalità.

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