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3 Marzo 2026
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Calabria
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Cultura in crisi, musei chiusi e lavoratori senza contratto: l’allarme di Cisal Calabria

Il segretario Papillo: "La cultura calabrese merita visitatori, non serrande abbassate"

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Dal 1° marzo il Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia ha ridotto l’apertura al solo fine settimana. L’organico è passato da 15 a 6 unità, con un impatto immediato sui servizi al pubblico. Ma il caso vibonese è solo la punta dell’iceberg. In tutta la Calabria sono oltre 90 i lavoratori rimasti senza contratto, mentre più di 200 addetti del settore Cultura attendono ancora un percorso di stabilizzazione. Con loro, rischiano di fermarsi presidi che rappresentano l’ossatura del patrimonio regionale.

“Un Paese che non decide se la cultura è essenziale”

“Quello che sta accadendo al Museo Capialbi racconta una situazione che riguarda l’intera Calabria — dichiara Vitaliano Papillo, Commissario regionale di CISAL Calabria — ma racconta anche qualcosa di più grande: un Paese che non ha ancora deciso se il lavoro nei musei sia un servizio essenziale o una variabile da gestire a scadenza”.
Per il sindacato, la precarietà strutturale nel comparto culturale mina la continuità dei servizi e la credibilità dell’offerta turistica regionale.

Musei e turismo: la proposta di sinergia

In attesa di una risposta stabile dal Ministero della Cultura sul fronte occupazionale, CISAL Calabria avanza una proposta operativa: costruire una sinergia immediata tra presidi culturali e sistema turistico regionale.
Musei, castelli e siti archeologici calabresi, sostiene il sindacato, non sono ancora pienamente integrati nei pacchetti turistici, negli itinerari promozionali e nelle offerte delle strutture ricettive.
L’idea è quella di favorire accordi tra Direzione regionale Musei, operatori turistici e istituzioni locali, così da incrementare la fruizione e generare flussi stabili di visitatori.

“Musei pieni, nessuna serranda abbassata”

Per CISAL, più visitatori significa maggiore forza contrattuale per chiedere investimenti e personale. “Se i musei sono pieni, nessuno può permettersi di tenerli chiusi — conclude Papillo —. La cultura calabrese merita visitatori, non serrande abbassate”.
Un appello che intreccia lavoro e sviluppo: senza stabilità occupazionale, il sistema culturale resta fragile; senza integrazione con il turismo, rischia di perdere competitività proprio mentre la stagione turistica si avvicina.

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