Nove condanne a pene comprese tra i 29 anni e 9 mesi e un anno di reclusione sono stati sentenziati per i dodici imputati, giudicati con rito ordinario, nel processo Svevia, nato da un’inchiesta della Dda di Catanzaro che portò a febbraio del 2023 a 46 arresti, decapitando un’organizzazione criminale armata dedita al narcotraffico di cocaina, eroina, cannabinoidi, con base logistica a Lamezia nel quartiere Capizzaglie e con canali di approvvigionamento nel Reggino, passando da San Luca e Rosarno fino a Roma grazie alla collaborazione del clan dei Casamonica. La pena più alta a 26 anni e 9 mesi è stata inflitta a Giorgio Galiano.
Le condanne
Il Tribunale collegiale di Lamezia ha condannato Marco Cosentino, a 4 anni, due mesi e 20mila ero di multa (il pm aveva chiesto chiesto 8 anni di reclusione e 45mila euro di multa); Giorgio Galiano, 26 anni e 9 mesi (il pm aveva chiesto 30 anni e 100mila euro di multa); Pasquale Gigliotti, 4 anni, 3 mesi e 20mila di multa (il pm aveva chiesto 7 anni, 6 mesi e 30mila euro di multa); Salvatore Iannelli, 1 anno 6 mesi e 5mila euro di multa (il pm aveva chiesto 3 anni e 3mila euro di multa; Vincenzo Iannelli, 1 anno e 20mila (il pm aveva chiesto 6 anni e 3mila euro di multa); Angelo Lupparelli, 4 anni e 30mila euro di multa (il pm aveva chiesto 13 anni e 4 mesi); Maurizio Lupparelli 5 anni e 35mila euro di multa (il pm aveva chiesto 16 anni, 6 mesi di reclusione e 40mila euro di multa; Antonio Mauro, 4 anni e 30mila euro (il pm aveva chiesto 15 anni di reclusione e 70mila euro di multa); Raffaele Scalise, 13 anni e 5 mesi (il pm aveva chiesto 15 anni).
Le assoluzioni
I giudici hanno assolto Carmela Alfieri, difeso dall’avvocato Palma Seminara (il pm aveva chiesto il non doversi procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione); Francesco Muraca, difeso dagli avvocati Domenico Villella e Giuseppe Spinelli (il pm aveva chiesto 2 anni e 3mila euro di multa) e Saverio Torcasio, difeso dall’avvocato Antonio Larussa (il pm aveva chiesto il non doversi procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione).
Per altri trenta imputati che hanno scelto il rito abbreviato è in corso il processo di appello (LEGGI). Al vertice dell’organizzazione, secondo le ipotesi di accusa Giorgio Galiano, sfuggito a un agguato mafioso nel 1997 e ritenuto dalla Dda dominus assoluto del sodalizio, colui che avrebbe dettato le direttive sulle modalità di conduzione dello spaccio di sostanze stupefacenti, impartendo disposizioni su come avrebbero dovuto comportarsi spacciatori e acquirenti, sul linguaggio criptico da utilizzare, sulle modalità di custodia della droga e del denaro.
Il collegio difensivo
Gli avvocati difensori, nel cui collegio tra gli altri compaiono i nomi di Salvatore Cerra, Vincenzo Cicino, Francesco Gambardella e Valerio Mercuri, attenderanno le motivazioni della sentenza, che verranno depositate tra novanta giorni per ricorrere in appello.









