L’instabilità geopolitica in Medio Oriente travolge l’economia reale del Mezzogiorno. Il Presidente di Confindustria Cosenza, Giovan Battista Perciaccanteercacciante, ha espresso in una nota ufficiale una profonda preoccupazione per le ripercussioni locali determinate dall’escalation del conflitto e, in particolare, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Quest’ultimo rappresenta uno snodo vitale per l’economia planetaria, essendo il passaggio obbligato per circa un quinto del petrolio mondiale.
La paralisi di queste rotte strategiche ha già innescato un’impennata violenta dei prezzi del greggio, del gas naturale e dei carburanti. “Siamo di fronte a uno shock energetico globale – dichiara il Presidente Perciaccante – che sta riportando instabilità e tensioni sui mercati proprio mentre le imprese stavano cercando di consolidare la ripresa”.
L’effetto domino: dal gasolio alla spirale inflattiva
L’aumento dei costi energetici non è un fenomeno isolato, ma una minaccia trasversale che colpisce ogni anello della catena produttiva. I rincari a doppia cifra del gasolio, registrati negli ultimi giorni in linea con le quotazioni internazionali, rappresentano il principale motivo di allarme per l’industria cosentina.
“Dal comparto dell’edilizia alla grande distribuzione, dall’agroalimentare al manifatturiero, non esiste settore produttivo che non dipenda dal trasporto su gomma e quindi dal diesel. Ogni centesimo in più si traduce in un aggravio immediato dei costi aziendali”, sottolinea Perciaccante. Questa dinamica sta comprimendo drasticamente i margini di profitto, rischiando di innescare una spirale inflattiva: “L’aumento dei carburanti si scaricherà inevitabilmente lungo tutte le filiere produttive, generando un effetto domino che finirà per ripercuotersi pesantemente anche sugli utenti finali”.
La tenuta del sistema e le richieste al Governo
Nonostante gli sforzi, la capacità di resilienza del tessuto imprenditoriale ha un limite. Le imprese stanno attualmente assorbendo parte dei rincari, ma il Presidente avverte che non sarà possibile farlo ancora a lungo senza compromettere investimenti, occupazione e competitività.
Richiamando la linea nazionale tracciata dal presidente di Confindustria Orsini, Perciaccante insiste sulla necessità di interventi strutturali e urgenti: Sicurezza degli approvvigionamenti: Rafforzare le riserve e le rotte alternative. Leva Fiscale: Intervento tempestivo del Governo e dell’UE sulle accise che gravano sui carburanti. Sostegno alla competitività: Strumenti per colmare il gap energetico rispetto agli altri partner europei.
“È indispensabile – afferma – che il Governo e le istituzioni europee attivino tempestivamente misure di sostegno alla competitività energetica”. Secondo la guida degli industriali cosentini, difendere le imprese significa tutelare la coesione sociale stessa. “Il rischio concreto è che questo shock energetico si trasformi in un freno alla crescita economica del territorio e del Paese. Serve una risposta coordinata, tempestiva e coraggiosa”, conclude Perciaccante, definendo la stabilità dei costi una “priorità strategica nazionale”.









