Il Consiglio Nazionale Forense chiude – almeno sul piano istituzionale – la delicata vicenda che negli ultimi mesi aveva scosso il Foro di Catanzaro. Con una delibera adotta nella seduta dello scorso 20 febbraio e notificata nelle scorse ore, il massimo organo dell’avvocatura italiana ha infatti espresso parere negativo alla richiesta di commissariamento del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, ritenendo insussistenti i presupposti previsti dall’articolo 33 della legge professionale forense.
La decisione arriva al termine dell’istruttoria avviata dopo le segnalazioni presentate dall’ex tesoriera Daniela Rodolà e da un gruppo di avvocati del foro catanzarese, che avevano sollevato dubbi sulla gestione amministrativa e contabile dell’Ordine e sulla stabilità dell’organo consiliare.
L’istruttoria del Cnf
Le richieste di intervento erano giunte al Cnf tra l’8 e il 21 gennaio 2026. La prima, firmata dall’ex tesoriera Rodolà, chiedeva esplicitamente lo scioglimento del Consiglio dell’Ordine denunciando presunte gravi disfunzioni istituzionali, irregolarità nella gestione amministrativa e una presunta violazione del segreto disciplinare. La seconda segnalazione, sottoscritta da un gruppo di avvocati catanzaresi, sollecitava invece verifiche da parte del Ministero della Giustizia e dello stesso Consiglio nazionale forense, evidenziando il clima di tensione creatosi nel foro e le polemiche seguite alla vicenda dell’autodenuncia presentata dall’ex tesoriera.
Nelle segnalazioni venivano richiamate diverse criticità: dalle presunte irregolarità contabili alla gestione delle comunicazioni interne fino alle numerose dimissioni e sostituzioni tra i consiglieri dell’Ordine, circostanze che secondo i firmatari avrebbero potuto compromettere il corretto funzionamento dell’ente.
La ricostruzione del Consiglio dell’Ordine
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, guidato dalla presidente Vincenza Matacera, ha replicato alle contestazioni con una memoria inviata al CNF il 19 gennaio 2026, respingendo integralmente le accuse. Secondo la ricostruzione fornita dall’Ordine, le anomalie emerse nella gestione della tesoreria sarebbero riconducibili a condotte personali dell’ex tesoriera, emerse nel dicembre 2025, e non a disfunzioni strutturali dell’ente.
Il Consiglio ha evidenziato di essersi attivato immediatamente dopo aver appreso delle irregolarità, adottando una serie di iniziative per tutelare l’Ordine e verificare la gestione contabile, tra cui esposti alle autorità competenti, segnalazioni agli organi di controllo, azioni di recupero delle somme e l’avvio di verifiche contabili interne.
La valutazione del Consiglio nazionale forense
Dopo aver esaminato la documentazione e le memorie delle parti, il Consiglio Nazionale Forense ha ritenuto non fondate le contestazioni alla base della richiesta di commissariamento. Nel provvedimento si evidenzia come la presidente dell’Ordine abbia fatto un “ragionevole e comprensibile affidamento” sulla gestione contabile affidata alla tesoriera, attivandosi poi con tempestività una volta emerse le anomalie per porre rimedio alle criticità. Il Cnf sottolinea inoltre che le ulteriori doglianze segnalate dagli esponenti si collocano nell’ambito di una contrapposizione interna alla categoria, che tuttavia non ha impedito il regolare funzionamento dell’organo consiliare.
“Nessuna paralisi dell’ente”
Il passaggio centrale della delibera riguarda proprio la verifica dei presupposti previsti dalla legge per lo scioglimento di un Consiglio dell’Ordine. Secondo il Consiglio nazionale forense non si è mai verificata una situazione di impossibilità di funzionamento dell’ente, né sono state accertate violazioni degli obblighi di legge tali da giustificare un commissariamento. In altre parole, pur in presenza di tensioni interne e di una vicenda contabile ancora oggetto di accertamenti, per il Cnf non sussistono le condizioni di “gravi motivi di rilevante interesse pubblico” richieste dalla normativa per sciogliere un Ordine professionale.
Una decisione destinata a chiudere la fase istituzionale della vicenda
La delibera, dichiarata immediatamente esecutiva, è stata trasmessa al Ministero della Giustizia e ai richiedenti. Il pronunciamento del Cnf rappresenta quindi un passaggio decisivo nella vicenda che negli ultimi mesi aveva alimentato polemiche e tensioni nel foro catanzarese. Sul piano ordinistico, infatti, il massimo organo dell’avvocatura ha stabilito che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro continua a operare legittimamente, escludendo l’esistenza dei presupposti per lo scioglimento o il commissariamento dell’ente. Resta ferma, naturalmente, l’autonomia delle eventuali verifiche contabili e degli accertamenti giudiziari avviati in relazione alla gestione della tesoreria, che seguono il proprio percorso nelle sedi competenti.









