× Sponsor
5 Marzo 2026
9.6 C
Calabria
spot_img

Verso le Comunali a Reggio, Auddino: “M5S è pronto, ma no alla primarie. Il centrodestra si può battere con le idee”

Senza primarie, con un programma condiviso e un’alleanza progressista che regge: il coordinatore pentastellato dell’area metropolitana reggina spiega la strategia per la sfida comunale e attacca il governo sulle politiche sociali ed economiche

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Già senatore a cinque stelle, il professore Giuseppe Fabio Auddino non è tra quelli che fanno politica fino alla curva, ovvero fino a che dura la carica di prestigio. Finita l’esperienza parlamentare ha voluto ripartire dalla sempre movimentata base pentastellata, cimentandosi con il ruolo di coordinatore provinciale dell’area metropolitana di Reggio Calabria, dove l’avvento della primavera verosimilmente porterà anche ad un aumento della temperatura politica.

Il capoluogo reggino, infatti, sarà interessato da un turno amministrativo dall’esito tutt’altro che scontato poiché, come andiamo dicendo da un po’, è vero che il centrodestra ha grandi voti, ma è altrettanto evidente che manchi del candidato a sindaco trascinatore, e questo non è un handicap di poco conto. D’altro canto, i nomi dall’“irresistibile” fascino impiegatizio che stanno circolando a destra confermano che la partita comunale è apertissima. Ma al professor Auddino sta a cuore precipuamente l’offerta politica del Movimento Cinquestelle.

Coordinatore, il Movimento Cinquestelle è pronto per le comunali di Reggio?

“Certamente, il M5S è pronto per la competizione elettorale che ci vedrà impegnati per il rinnovo del consiglio comunale di Reggio Calabria. Stiamo lavorando per presentarci con i nostri candidati, donne e uomini validi, interpreti alternativi ai progetti e ai “proclami” delle destre”.

Un candidato/a per le primarie lo avete individuato?

“Abbiamo sempre detto in questi mesi che le primarie non ci trovavano e non ci troveranno d’accordo, per cui rimaniamo come osservatori. Le primarie non sono secondo noi (alle ultime regionali abbiamo trovato il candidato che meglio di tutti potesse interpretare il programma, senza primarie) il metodo per trovare un candidato unitario e ampiamente condiviso. Il metodo per trovare un candidato unitario è (come abbiamo fatto noi) quello di trovarsi attorno allo stesso tavolo con un programma largamente condiviso e, attorno a questo, scegliere il candidato che lo interpreti al meglio, nell’interesse di tutta la coalizione”.

Il voto amministrativo, di solito, penalizza una forza come la vostra, tradizionalmente legata all’opinione. Crede siano maturi per una inversione di tendenza?

“Il voto di opinione ha trainato a lungo il M5S: vuoi perché il Movimento è transitato repentinamente dall’attivismo spontaneo nei territori alla rappresentanza in Parlamento, senza passare (tranne poche felici eccezioni) attraverso i livelli di rappresentanza intermedi, comunali e regionali, vuoi perché il fenomeno si è ampiamente sviluppato e rapidamente è maturato in appena un lustro (il M5S nasce nel 2009 e già nel 2013 siamo in Parlamento con un cospicuo numero di parlamentari), senza averci dato il tempo necessario di attuare “una vera e propria organizzazione territoriale”, come dal 2021 facciamo grazie al presidente Giuseppe Conte, che ha fortemente voluto la riorganizzazione territoriale del M5S e il suo necessario radicamento”.

I rapporti con il Pd e le altre forze di centrosinistra, arriverete alla quadra?

“I rapporti con i partiti della coalizione progressista non sono mai stati così buoni come adesso! E credo di poter dire, senza falsa modestia e senza tema di smentita, proprio grazie a noi del M5S e, in particolare, grazie al grande lavoro di squadra che abbiamo operato in Calabria insieme alla nostra coordinatrice regionale Anna Laura Orrico fin dalle elezioni regionali scorse, gettando il seme di una esperienza che si potrà riprodurre, oltre che su scala nazionale o regionale, anche a livello comunale. Ne è prova il successo recente della “tenuta” della coalizione di centrosinistra alle scorse elezioni regionali. Mai la collaborazione tra diversi partiti della sinistra e soggetti politici di diversa estrazione politica e geografica aveva prodotto una così grande e coesa alleanza attorno ad un progetto e ad un programma così ampi ed ambiziosi. E questo ci va riconosciuto”.

Centrodestra comunque fortissimo, con Cannizzaro e Scopelliti. Come si batte?

“Il centrodestra si può battere con la forza delle idee e con la caparbietà di chi crede fermamente, come me, come noi, che una alternativa alle politiche sociali ed economiche delle destre è possibile, declinando il tutto anche sul piano locale. Gli italiani adesso cominciano a comprendere quanto poco incisive siano state le ricadute delle scelte politiche operate dal governo in questi ultimi 4 anni, nella propria vita quotidiana. Sanità, potere di acquisto dei salari, tasse e servizi mai migliorati stanno lì a testimoniare il fallimento delle politiche della maggioranza di governo. A livello comunale la partita è aperta: il Cdx è certamente favorito stando ai sondaggi ma, convinto come sono che si debba sempre e comunque lavorare per presentare una proposta alternativa ai cittadini, noi non ci sottrarremo e siamo qui a proporre ai reggini una visione e un programma di governo della città alternativi a quelli del Cdx. Non voglio qui trascurare (anche se può sembrare distante il confronto, ad un occhio distratto) il riverbero che nel paese avranno le “posture internazionali” del governo e dei suoi ministri in politica estera e nella politica di difesa, imbarazzanti e preoccupanti a dir poco, che hanno fatto assumere all’Italia un ruolo marginale nello scacchiere internazionale che conferma lo scarso peso politico del nostro paese in quei consessi, mentre soffiano preoccupanti venti di guerra a poche migliaia di chilometri da noi. Anche se le elezioni amministrative seguono dinamiche diverse in quanto competizioni locali, non è da escludere che le contrazioni economiche legate alle crisi, alle speculazioni e agli stessi venti di guerra, facciano aprire gli occhi agli italiani, svelando lo sguardo sulla vera natura delle politiche delle destre in senso più lato e sui rischi che gli esiti delle stesse potranno comportare nell’immediato futuro anche nelle nostre comunità”.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE