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4 Marzo 2026
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Konecta, M5S all’attacco: “A rischio quasi 900 lavoratori, il Governo convochi un tavolo”

Presentata un’interrogazione ai ministri competenti per chiedere il rispetto dell’accordo siglato al Mimit nel dicembre 2024

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“A poco più di un anno dall’accordo siglato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la salvaguardia occupazionale dei lavoratori ex Abramo Customer Care, oggi ci ritroviamo di fronte a uno scenario inaccettabile”.

Lo dichiarano le deputate del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico, annunciando il deposito di un’interrogazione ai ministri del Lavoro e delle Imprese.

Secondo quanto riferito dalle parlamentari, esaurite le commesse legate al progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche per conto della Regione Calabria, l’azienda Konecta avrebbe avviato le procedure per la richiesta di cassa integrazione, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro.

“656 lavoratori in incertezza fino al 31 dicembre”

“L’accordo del 19 dicembre 2024 prevedeva non solo il riassorbimento dei lavoratori ex Abramo, ma il mantenimento delle condizioni economiche e normative e una prospettiva industriale stabile”, ricordano Baldino e Orrico.

“Oggi, invece, 656 lavoratori degli 894 che rientrano nel perimetro Konecta vivono una fase di profonda incertezza fino al 31 dicembre. Non possiamo accettare che un progetto presentato come strutturale si esaurisca dopo poco più di un anno”.

Le deputate parlano di una possibile “grave presa in giro” che coinvolgerebbe territori già fragili come Crotone, Rende e Settingiano, con ripercussioni su circa 650 famiglie calabresi.

La richiesta: tavolo ministeriale urgente

“Non si può giocare con la vita delle persone né utilizzare gli ammortizzatori sociali come soluzione ordinaria”, proseguono le parlamentari.

Con l’interrogazione, le esponenti del M5S chiedono ai ministri se ritengano rispettato l’accordo sottoscritto al Mimit e quali iniziative intendano assumere per garantire la piena tutela dei livelli occupazionali.

Tra le richieste avanzate anche la convocazione urgente di un tavolo ministeriale con azienda, Regione Calabria e organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo.

“Serve chiarezza sulla sostenibilità industriale del progetto e una prospettiva occupazionale stabile e duratura. Gli accordi istituzionali non possono diventare carta straccia né strumento per calpestare la dignità di chi è in cerca di un lavoro”, concludono Baldino e Orrico.

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