Il 7 marzo 2026 la legge 109/96, che disciplina il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, compie 30 anni. Un percorso avviato grazie a un milione di firme, oggi celebrato da Libera con la campagna “109 piazze per la legge 109”, tre giorni di eventi, banchetti, visite ai beni confiscati e raccolta firme in tutta la Calabria. L’obiettivo concreto: chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia sia destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, accelerando la loro operatività sul territorio.
“Convertire a uso sociale i beni confiscati ai mafiosi è prima di tutto una questione etica, non solo legislativa. Ogni giorno di ritardo fa il gioco delle mafie”, dichiara Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera.
Calabria tra pionieri e sfide
In Calabria operano 154 soggetti in 47 comuni nella gestione di beni confiscati. Il 63% sono associazioni, il 15% cooperative sociali e il 9% enti ecclesiastici. Tra loro, 88 realtà offrono servizi di welfare e supporto alla comunità, mentre 45 promuovono cultura, turismo sostenibile e educazione.
Secondo l’Agenzia Beni confiscati, in Calabria ci sono 3.450 immobili confiscati e destinati, di cui 1.722 ancora in gestione e in attesa di destinazione. Sul fronte aziendale, 209 imprese confiscate sono già destinate, mentre 345 restano in gestione.
Una tre giorni di impegno concreto
Dal 6 all’8 marzo piazze e spazi pubblici calabresi saranno animati da eventi e banchetti. Tra gli appuntamenti principali: Gioiosa Marina – Lungomare Nord, via Romanò; Siderno – Piazza Vittorio Veneto, “Casa dei Giovani – Maestri nel sogno”; Reggio Calabria – Corso Garibaldi; Crotone – Piazza della Resistenza; Cosenza – Piazza XI Settembre; Vibo Valentia – Corso Umberto; Villa San Giovanni – Piazza Immacolata; Catanzaro – Via Bezzecca 65; Cassano allo Ionio – Piazza Pertini
“I beni restituiti alla collettività raccontano il bene comune che si ripara. Nelle cooperative, negli spazi sociali e negli edifici che ospitano chi è in difficoltà, si genera fiducia, educazione e sviluppo locale”, aggiunge Ciotti.
Numeri e risultati concreti
Secondo il report “Raccontiamo il bene” di Libera: 1.332 soggetti della società civile gestiscono beni confiscati in 448 comuni e 19 regioni; oltre 739 associazioni attive in diverse forme di gestione; 35 scuole utilizzano i beni confiscati come strumento didattico; Tipologia beni in Calabria: 75 appartamenti e immobili, 36 ville, 35 terreni agricoli, 16 complessi immobiliari, 26 locali commerciali o industriali
“Non tutti i beni si prestano subito a un utilizzo sociale, ma la mancanza di risorse iniziali crea abbandono e sfiducia. Dobbiamo fare uno scatto in più, intervenire tempestivamente e rendere operativi i beni confiscati. Ogni ritardo favorisce le mafie”, conclude Ciotti.
La sfida futura
Trent’anni di legge 109 testimoniano che è possibile costruire un modello alternativo di sviluppo territoriale, basato su legalità, partecipazione e servizi alla comunità. Ma la sfida continua: accelerare la destinazione dei beni, sostenere le cooperative e ampliare l’educazione alla cittadinanza attiva per impedire che la mafia mantenga spazi di potere.









