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5 Marzo 2026
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Rischio idrogeologico, Ansfisa: il 94% dei Comuni italiani è esposto. Allarme dalla Calabria

Presentato a Reggio il Libro bianco dell’Agenzia: “Serve prevenzione”. Occhiuto chiede una svolta sulle autorizzazioni

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In Italia il 94% dei Comuni è classificato a rischio idrogeologico. Il dato emerge dal Libro bianco presentato da Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) nel corso di un incontro svoltosi a Reggio Calabria, alla facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, dedicato al tema della sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio.

Il quadro tracciato dall’Agenzia evidenzia la fragilità strutturale del territorio nazionale, determinata da fattori geografici, geologici e climatici che espongono vaste aree a frane, alluvioni ed eventi estremi.

Capomolla: “Anticipare i fenomeni di emergenza”

“Il nostro compito è quello di anticipare i fenomeni di emergenza. E va in questa direzione la collaborazione con FS Engineering”.

Così il direttore di Ansfisa, Domenico Capomolla, ha delineato la strategia dell’Agenzia, indicando nella prevenzione la direttrice principale dell’azione istituzionale. L’obiettivo, secondo Capomolla, è rafforzare il sistema di monitoraggio e controllo delle infrastrutture per ridurre l’impatto delle calamità e migliorare la capacità di risposta.

Morelli: “Elevare il fronte della sicurezza”

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, che ha sottolineato il valore strategico del documento.

“Per il Governo è molto importante elevare il fronte della sicurezza sul territorio, perché questo si traduce in un miglioramento della qualità della vita per i cittadini. Il Libro bianco ci consente di fare un ulteriore passo in avanti verso un modello che non sia condizionato da pregiudizi ideologici”.

Occhiuto: “Servono meno autorizzazioni”

In collegamento da Bruxelles, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha posto l’accento sulla necessità di semplificare le procedure amministrative.

“Per fare delle opere servono decine di autorizzazioni e permessi. Serve riformare il sistema di intervento sulla mitigazione del rischio altrimenti non ne usciremo e le risposte non saranno sufficienti a risolvere i problemi che abbiamo il dovere di risolvere”.

Un passaggio che riporta al centro del dibattito il tema della burocrazia e dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche in un territorio particolarmente esposto come quello calabrese.

Il focus sul Ponte sullo Stretto

Nel dibattito è intervenuto anche Valerio Mele, rappresentante della Società Stretto di Messina, che ha ribadito i numeri “da record” del progetto del Ponte sullo Stretto. Secondo Mele, le soluzioni ingegneristiche adottate per l’opera seguono modelli già sperimentati con successo in altri ponti sospesi di grande portata a livello internazionale.

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