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11 Marzo 2026
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Giunta extra large, Occhiuto prepara la mossa ma nella maggioranza scoppia la guerra delle poltrone

Dentro il centrodestra sale la tensione tra trattative serrate, equilibri fragili e ambizioni. Dopo il referendum arriverà la decisione finale: ecco i nomi in campo e gli equilibri che potrebbero cambiare

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“Le bocce sono ferme perché il presidente, in fondo, non vuole creare scompiglio all’interno del suo partito, dove le aspettative sono tante”. Dalle parti della Lega, certuni raccontano la panzana di cui sopra per giustificare il presunto andamento ‘moviolesco’ sulla mulattiera che dovrà portare all’ allargamento della giunta a 9 assessori + 2 sottosegretari (uno sarà Minenna per lasciare spazio a Rosaria Succurro?) in aderenza alle modifiche apportate alla costituzione regionale, con tanto di vaccata procedurale della promulgazione senza la giusta pubblicità istituzionale.

Nel merito, qualche malizioso aveva sospettato che l’inghippo fosse stato creato ad arte per guadagnare tempo. A noi risulta il contrario, d’altro canto sono umani anche certi ‘mega super clamorosi dirigenti’, assistiti però sovente da consulenticchi più dediti al pettegolezzo che alla produttività. Ma quello delle assistenze tecniche ‘talvolta ad minchiam’ è un problema che adesso non rileva.

Il nodo della nuova squadra di governo

Ora interessa il modus con il quale Roberto Occhiuto sbroglierà il nodo dei nuovi componenti dell’esecutivo che presiede. Non è una partita semplice, anzi, la scelta dei nuovi è più laboriosa della formazione della prima giunta.

Infatti, la pentola cosentina di Forza Italia rischia di non reggere la pressione delle pur legittime ambizioni di alcuni, e poi sia nella Lega che in Noi Moderati le idee sono chiare come i paesaggi pervasi dallo smog.

La nebbia nella Lega e la rosa dei nomi

La scelta poi della ennesima commissaria tutor del partito, Sudano, di farsi affiancare da tre personalità del Carroccio calabrese nell’espletamento del proprio mandato sta solo incrementando, appunto, il tasso di nebbia intorno al nome da dare al presidente della regione. Si sa che esiste una rosa, un pò appassita, a dire il vero, che consta dei seguenti petali: Sarica, Demetrio, Ciodaro, Mattiani e Parente (Silvia, che ha ben figurato alle ultime regionali e che può giocare un ruolo importante in quelle catanzaresi del prossimo anno). Troppi nomi, e non tutti graditi dal Capitano, quello calabrese perché il capitano nazionale, Salvini, sta delegando ultimamente troppo e male.

Il rischio politico per il Carroccio

E si vede: la Lega rischia di perdere la guida di enti di sottogoverno pesanti per far posto a super burocrati temporaneamente senza incarico e, quel è più stupefacente, senza un partito. Ma la Lega corre soprattutto il pericolo di avere nella giunta extra large un assessore scelto da altri più che dal proprio sentire. Non è una supercazzola politica, ma è ciò che può accadere quando un partito frammenta il potere decisionale in più rivoli. Salvini non ha ancora compreso che in Calabria serve un leader vero, democraticamente eletto, non sinedri inconcludenti.

Il tempo stringe: decisioni dopo il referendum

Ad ogni buon fine, il presidente della regione non accorderà i tempi supplementari per la scelta. Infatti, subito dopo il referendum ci sarà il varo del governo integrato. Anche Noi Moderati ne è conscia, così come sa che l’aver candidato a Presidente della provincia di Crotone un proprio esponente, in contrapposizione a quello del centrodestra ‘unitario’ di Ferrari, è un azzardo che Galati e Pitaro potrebbero pagare con l’esclusione dalla giunta. Come a dire, non è detto che Roberto Occhiuto ci senta da Lorecchio (Umberto, candidato di Noi Moderati a presidente dell’ente intermedio contro il centrodestra).

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