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11 Marzo 2026
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Crisi nello Stretto di Hormuz, minaccia dell’Iran: “Petrolio fino a 200 dollari al barile”

Teheran alza il livello dello scontro con Stati Uniti e Israele: possibili attacchi alle petroliere e allarme sui prezzi dell’energia. La tensione nel Golfo riaccende i timori sui mercati globali

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La tensione nel Golfo Persico torna a salire e l’Iran lancia un duro avvertimento a Stati Uniti e Israele.
Dal quartier generale del comando militare di Teheran arriva una dichiarazione che fa tremare i mercati energetici: “Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato”.
Le parole arrivano nel pieno della crisi nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio.

“Le petroliere saranno obiettivi legittimi”

A rilanciare la minaccia è stato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del comando militare iraniano, che ha parlato apertamente della possibilità di colpire le navi dirette verso i Paesi considerati nemici.
“Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner”, ha dichiarato.
Il portavoce ha poi aggiunto un avvertimento diretto alla comunità internazionale: “Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo”.

Il rischio di uno shock energetico globale

Le dichiarazioni di Teheran arrivano in un momento estremamente delicato per l’equilibrio energetico mondiale. Lo Stretto di Hormuz è infatti uno dei principali corridoi del commercio petrolifero globale, attraversato ogni giorno da milioni di barili di greggio.
Una eventuale escalation militare nell’area potrebbe avere effetti immediati sui mercati, con forti rialzi del prezzo del petrolio e ripercussioni sull’economia internazionale.
Secondo le autorità iraniane, Washington non sarebbe comunque in grado di controllare l’andamento dei prezzi del greggio, qualora la crisi nella regione dovesse aggravarsi.

La tensione nel Golfo osservata dai mercati

Le parole provenienti da Teheran sono state riportate dall’emittente internazionale Al Jazeera e stanno alimentando nuove preoccupazioni tra analisti e operatori del settore energetico.
Il timore è che un’escalation nello Stretto di Hormuz possa trasformarsi in uno shock petrolifero globale, con conseguenze dirette sui costi dell’energia, sui trasporti e sull’inflazione in molti Paesi del mondo.

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