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12 Marzo 2026
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Furti di farmaci oncologici a Melito, il procuratore Borrelli: “Così li abbiamo smascherati. Nessuna complicità locale”

Il capo della Procura di Reggio Calabria illustra l’inchiesta sui colpi alla farmacia dell’ospedale Tiberio Evoli: banda dalla provincia di Napoli, indagini tra intercettazioni e traffico telefonico

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Nel corso di una conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, il procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli ha illustrato i dettagli dell’indagine che ha portato all’arresto di quattro persone accusate dei furti di farmaci oncologici messi a segno nel 2024 nella farmacia dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo. Un’inchiesta complessa che ha consentito di smantellare un gruppo criminale proveniente dalla provincia di Napoli, specializzato nel sottrarre medicinali salvavita dal valore economico elevatissimo per inserirli in un circuito di distribuzione illegale.

Borrelli: “Un delitto abietto contro la sanità pubblica”

Aprendo l’incontro con i giornalisti, il procuratore ha sottolineato la gravità dei reati contestati. “Si tratta di un’inchiesta che ha consentito di smantellare un’attività criminale particolarmente grave e abietta: il furto di farmaci oncologici“, ha dichiarato Borrelli. “Un reato che colpisce direttamente la sanità pubblica e che provoca, oltre a un danno etico e sociale, anche un ingente danno economico per le casse dello Stato“. Il magistrato ha ricordato come i medicinali sottratti non fossero affatto inutilizzabili. “I farmaci non erano scaduti. Erano pienamente utilizzabili“, ha spiegato, evidenziando come si trattasse di terapie destinate ai pazienti oncologici.

“Nessuna complicità locale”

Uno dei punti centrali della conferenza stampa ha riguardato l’assenza di complicità sul territorio reggino. “Gli episodi di furto si sono verificati in questo circondario, ma l’organizzazione non era insediata nel territorio di Reggio Calabria“, ha chiarito il procuratore. “Si trattava di soggetti provenienti dalla provincia di Napoli“. Borrelli ha poi escluso in modo netto eventuali coinvolgimenti locali. “Le responsabilità sono di coloro che sono stati arrestati. Non risultano altre complicità locali“.

Le indagini tra auto sospette e telefoni anonimi

L’attività investigativa è partita da un lavoro minuzioso dei carabinieri, che hanno iniziato a ricostruire i movimenti sospetti nei pressi dell’ospedale. “La polizia giudiziaria ha lavorato individuando innanzitutto alcune autovetture presenti nei pressi dei luoghi dei furti“, ha spiegato il procuratore.

Successivamente gli investigatori hanno analizzato i tabulati telefonici della zona. “Attraverso l’analisi del traffico telefonico sono state individuate alcune utenze anomale“, ha aggiunto Borrelli. Da lì, grazie alle intercettazioni e ad ulteriori attività tecniche, è stato possibile arrivare alla piena identificazione dei sospettati. “Dall’attribuzione della titolarità delle utenze e grazie alle intercettazioni si è arrivati alla piena identificazione dei soggetti coinvolti e alla ricostruzione dei loro spostamenti tra Napoli e la Calabria“.

Il traffico dei farmaci: dal Sud al Nord Italia

Tra gli aspetti emersi nel corso della conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria c’è anche la destinazione finale dei farmaci oncologici e salvavita rubati nella farmacia dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo.

Secondo quanto spiegato dagli investigatori, i medicinali sottratti non restavano in Calabria ma venivano inseriti in un circuito di commercializzazione illegale fuori regione, con una destinazione prevalente nel Nord Italia. A chiarirlo è stato il procuratore capo Giuseppe Borrelli. “I farmaci, una volta rubati, finivano al Nord e soprattutto in Lombardia“, ha spiegato il magistrato durante l’incontro con i giornalisti.

Un elemento che conferma la presenza di una rete di smistamento organizzata, capace di collocare sul mercato medicinali dal valore economico elevatissimo. Gli investigatori hanno accertato che si trattava di presidi farmacologici oncologici e salvavita ad altissimo costo, sottratti nel corso dei colpi messi a segno tra aprile, maggio e luglio del 2024. Il valore complessivo dei medicinali trafugati, secondo quanto emerso dall’indagine, supera i 12 milioni di euro. Un traffico che, oltre al danno economico per il servizio sanitario pubblico, rischiava di alimentare un circuito illegale di distribuzione di farmaci destinati ai pazienti oncologici.

Indagine condivisa con Napoli e Benevento

Il procuratore ha infine evidenziato la collaborazione tra diverse procure che ha permesso di chiudere il cerchio sull’organizzazione. “Le attività investigative svolte dai carabinieri sono state condivise con le Procure di Napoli e Benevento“, ha spiegato. “In questi giorni, quasi simultaneamente, sono stati eseguiti provvedimenti restrittivi della libertà personale per i reati di rispettiva competenza“. Un’indagine che ha portato alla luce un traffico criminale capace di colpire uno dei settori più delicati della sanità pubblica, sottraendo farmaci salvavita destinati ai pazienti oncologici.

Nella foto in copertina, da sinistra a destra: Tenente Alessio Santagata; i magistrati Chiara Greco, Giuseppe Borrelli; il Generale di Brigata Cesario Totaro; Capitano Daniele Barbero

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