Toni durissimi e un messaggio di sfida ai nemici dell’Iran. Nel suo primo discorso pubblico dopo essere stato nominato nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei ha lanciato un appello alla chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio.
“Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo” ha dichiarato nel suo intervento, invitando anche i Paesi della regione a chiudere le basi statunitensi presenti nell’area.
“Non ci ritireremo mai”
Nel discorso, la nuova guida della Repubblica islamica ha ribadito la volontà di non arretrare di fronte alle pressioni internazionali.
“Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri e di tutti i nostri cittadini” ha affermato Khamenei. “I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta”.
Parole che segnano un esordio segnato da forte tensione geopolitica, soprattutto per il riferimento allo Stretto di Hormuz, un corridoio strategico per il commercio energetico mondiale.
La successione dopo la morte di Ali Khamenei
Nel suo intervento, Mojtaba Khamenei ha anche ricordato il padre, Ali Khamenei, morto nei giorni scorsi dopo oltre tre decenni alla guida della Repubblica islamica.
“Promettiamo alla defunta Guida Suprema che seguiremo il suo percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato” ha dichiarato.
Appello all’unità politica
Il nuovo leader ha quindi invitato tutte le componenti politiche del Paese a mostrare unità in un momento che ha definito delicato per il futuro dell’Iran.
“Chiedo a tutti i diversi leader politici dell’Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità e lavorare insieme per il Paese“.
Il discorso segna l’inizio della nuova fase politica della Repubblica islamica, con Mojtaba Khamenei chiamato a raccogliere l’eredità politica e religiosa lasciata dal padre.









