Il Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria ha concesso previo parere contrario dell’ufficio di procura gli arresti domiciliari a Giovanni Tornatola, 44 anni, in accoglimento dell’istanza defensionale presentata dall’avvocato Fabio Tuscano e dall’avv. Maria Rossana Ursino.
La richiesta dell’abbreviato
Tornatola era stato arrestato con altro soggetto nel mese di ottobre scorso perché gravemente accusato di aver commesso una rapina aggravata in concorso, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Tradotto in carcere Tornatola rispondeva all’interrogatorio di garanzia manifestando fin da subito un atteggiamento collaborativo. Veniva emesso il decreto di giudizio immediato e Tornatola per il tramite della difesa chiedeva di essere giudicato con rito abbreviato. In sede di udienza, il Gip ammetteva l’imputato al rito abbreviato e dopo la discussione del pubblico ministero e della difesa emetteva il dispositivo con cui assolveva il Tornatola dal reato di resistenza a pubblico ufficiale perché il fatto non sussiste mentre per la rapina lo condannava applicando la circostanza attenuante della lieve entità alla stregua della pronuncia della Corte Costituzionale n.86 del 2024.
La misura meno gravosa
La difesa subito dopo presentava previa notifica alla persona offesa istanza di revoca misura rappresentando che l’evoluzione della vicenda processuale all’esito della definizione del giudizio di prime cure aveva portato un significativo mutamento del quadro cautelare soprattutto sotto il profilo delle esigenze cautelari che potevano essere salvaguardate con l’applicazione di una misura meno gravosa in ossequio al principio di adeguatezza, necessità, proporzionalità e della minima compressione della libertà personale. Il Gip recependo in pieno le argomentazioni rappresentate dalla difesa ordinava l’immediata scarcerazione del Tornatola con applicazione della misura meno gravosa degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.









