Il dibattito sulla riforma della giustizia continua ad alimentare lo scontro politico e istituzionale. Nel confronto è intervenuto anche il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, ospite della trasmissione televisiva Accordi&Disaccordi condotta da Luca Sommi sul Nove.
Durante l’intervista il magistrato ha commentato le polemiche che lo hanno coinvolto nelle ultime settimane, legate anche alla sua posizione sul referendum sulla giustizia.
“Non sono pentito delle mie posizioni”
Nel corso del programma Gratteri ha spiegato di essere consapevole delle critiche ricevute per le sue prese di posizione pubbliche, ma ha ribadito di non avere alcun ripensamento.
“A causa delle mie posizioni mi sono creato molti nemici, ma non sono pentito: adesso sono ancora più convinto che bisogna votare No per il bene dell’Italia”. Il procuratore ha sottolineato come il suo intervento nel dibattito pubblico abbia inevitabilmente alimentato reazioni e contrapposizioni.
Le polemiche e gli attacchi personali
Gratteri ha anche fatto riferimento alle critiche e agli attacchi ricevuti negli ultimi giorni, sostenendo che alcune ricostruzioni diffuse sul suo conto sarebbero state strumentali. “Se fossi stato zitto sarei stato simpatico a più persone e probabilmente anche più credibile. In questi giorni si parla dei miei errori giudiziari, si inventano numeri e storie perché bisogna delegittimare”.
“C’è chi vuole delegittimarmi”
Nel suo intervento televisivo il magistrato ha quindi denunciato un clima di forte contrapposizione attorno alla sua figura. “Per qualcuno Gratteri è diventato la persona da abbattere“, ha concluso, ribadendo comunque la convinzione nelle proprie posizioni sul referendum e nel contributo che il dibattito sulla giustizia dovrebbe offrire al Paese.









