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16 Marzo 2026
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Rebus sottosegretari nella giunta Occhiuto, il buco dei conti nel Pdl: chi paga davvero i 347 mila euro l’anno?

La proposta dice che le indennità saranno coperte dal bilancio del Consiglio regionale, ma non indica da quale capitolo verranno presi i fondi. Un passaggio obbligatorio nei bilanci pubblici che però non compare

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La proposta di legge della maggioranza di centrodestra che introduce due sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale continua a sollevare interrogativi non solo sul piano politico, ma anche su quello contabile. Se il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sul costo complessivo dell’operazione — tra indennità e staff — c’è infatti un punto che nei documenti tecnici lascia aperta una questione tutt’altro che marginale: da dove verranno concretamente presi i soldi per pagare le indennità dei sottosegretari? La risposta fornita dalla proposta di legge è, in realtà, molto generica. E proprio questa genericità potrebbe trasformarsi in un problema di copertura finanziaria.

Il costo delle indennità: 347 mila euro l’anno

La relazione tecnico-finanziaria allegata alla proposta quantifica in 347.280 euro annui il costo delle indennità dei due sottosegretari. Il calcolo è costruito ricalcando il trattamento economico degli assessori regionali. Ogni sottosegretario percepirebbe circa 14.470 euro al mese, pari a 173.640 euro l’anno, tra indennità di carica, indennità di funzione, spese per l’esercizio del mandato e altre voci accessorie. Moltiplicando la cifra per due incarichi si arriva appunto ai 347 mila euro indicati nella relazione tecnica. Fin qui, almeno sulla carta, il quadro appare lineare.

La copertura finanziaria indicata nella legge

Il punto decisivo è contenuto nella stessa relazione tecnico-finanziaria della proposta. Il testo stabilisce che gli oneri per le indennità dei sottosegretari saranno coperti con le risorse già assegnate al Consiglio regionale nel bilancio di previsione 2026-2028. In altre parole: non si tratta di nuove risorse stanziate dalla Regione, ma di soldi che dovrebbero essere prelevati all’interno del bilancio del Consiglio regionale. Ed è qui che emerge il problema.

Il capitolo di bilancio che non c’è

Nei bilanci pubblici una regola è fondamentale: ogni nuova spesa deve indicare con precisione il capitolo da cui vengono prelevate le risorse. Non basta affermare che la copertura esiste. Bisogna indicare quale voce di bilancio viene ridotta o rimodulata. Nel caso dei sottosegretari questo passaggio non compare. La proposta di legge si limita infatti a dire che le indennità saranno pagate con le risorse già assegnate al Consiglio regionale, ma non specifica da quale capitolo verranno sottratti i 347.280 euro necessari. Eppure il bilancio del Consiglio regionale è articolato in decine di capitoli precisi: indennità dei consiglieri, spese di mandato, missioni, personale, gruppi consiliari e altre voci di spesa obbligatoria.

Nel documento ufficiale del bilancio 2026-2028, ad esempio, figurano capitoli come quelli dedicati alle indennità e rimborsi dei consiglieri regionali, alle spese di esercizio del mandato, o alle indennità degli assessori e dei componenti della Giunta. Ma nella proposta di legge non viene indicato quale di queste voci verrebbe ridotta per finanziare i sottosegretari. Un’omissione che dal punto di vista contabile non è irrilevante.

La differenza con la copertura prevista per gli staff

Il contrasto emerge chiaramente se si guarda alla copertura prevista per un’altra parte della stessa legge: gli staff dei sottosegretari. Per queste strutture di supporto — che possono arrivare fino a otto collaboratori complessivi — la proposta indica con precisione dove vengono presi i fondi.

La relazione tecnico-finanziaria stabilisce infatti che la spesa, stimata tra 434 mila e 625 mila euro annui, sarà coperta tramite riduzione dello stanziamento della Missione 20, Programma 03, trasferendo le risorse alla Missione 01, Programma 10 del bilancio regionale. In questo caso la copertura è chiara: viene indicato esattamente quale fondo del bilancio regionale viene ridotto. Per le indennità dei sottosegretari, invece, questo passaggio non esiste.

La partita contabile che resta aperta

Il risultato è una situazione paradossale. La legge prevede che: la Giunta regionale paghi gli staff dei sottosegretari, indicando anche la copertura finanziaria precisa mentre il Consiglio regionale paghi invece le indennità dei sottosegretari, ma senza specificare da quale capitolo verranno presi i soldi. In termini pratici significa che la norma afferma l’esistenza della copertura ma non individua la variazione di bilancio necessaria. Un dettaglio che, nelle procedure contabili delle amministrazioni pubbliche, non è affatto secondario.

Il vero nodo della legge

La questione non riguarda soltanto il costo complessivo della riforma — che, considerando anche gli staff, può arrivare fino a quasi un milione di euro l’anno. Il punto più delicato è un altro: la correttezza della copertura finanziaria indicata nella proposta di legge. Perché quando una norma introduce una nuova spesa pubblica, la contabilità degli enti impone un principio molto semplice: ogni euro deve avere una voce di bilancio precisa. Nel caso dei sottosegretari della Regione Calabria, per ora, quel capitolo non compare da nessuna parte. Ed è proprio questo il dettaglio che rischia di trasformare una norma politica in un potenziale problema contabile.

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