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17 Marzo 2026
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Tridico al Parlamento Ue: “Tassare extraprofitti di energia e armi per salvare la classe media”

Secondo l’economista e presidente della sottocommissione fiscale, occorre aumentare le tasse su grandi corporation e patrimoni elevati, mentre i cittadini europei subiscono rincari insostenibili su gas, luce e carburanti

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Alla prossima plenaria di Strasburgo, Pasquale Tridico proporrà che i Paesi Ue tassino gli extraprofitti delle aziende energetiche e dei produttori di armi. Le risorse ricavate verrebbero utilizzate per sostenere cittadini e piccole imprese, duramente colpiti dall’aumento dei costi di luce, gas e carburante. L’economista, ex presidente Inps e oggi europarlamentare M5s, è anche il padrone di casa della quarta edizione dell’EU Tax Symposium a Bruxelles, dedicata al futuro della tassazione e alle crescenti disuguaglianze.

Tridico spiega: “Alcune imprese aumentano i prezzi in modo ingiustificato e così incrementano i propri margini, impoverendo lavoratori, pensionati e chi vive di reddito da lavoro. La nostra proposta è una tassa sugli extraprofitti, con redistribuzione dei fondi a chi affronta rincari”.

Una misura europea

Quanto all’efficacia della misura in Italia, Tridico osserva: “Nel 2022 il governo Draghi aveva provato a introdurla, ma il gettito è stato molto inferiore al previsto. Non era un problema di competenza, ma di ambiguità e mancanza di volontà politica. Al Parlamento europeo presenteremo una proposta concreta e discuteremo con esperti come il Nobel Joseph Stiglitz. Saranno poi i Paesi membri a legiferare, ma il sostegno dell’Europarlamento conterà molto”.

Per misurare gli extraprofitti, Tridico suggerisce di analizzare i profitti degli ultimi cinque anni e confrontarli con gli aumenti dei prezzi: se i margini crescono più dei costi, si parla di extraprofitti. Secondo Bce e Fmi, l’inflazione recente è stata in gran parte determinata dall’offerta in settori concentrati come energia e armamenti.

Critiche agli accordi Ue-Usa sulla fiscalità globale

Sul fronte internazionale, Tridico critica gli accordi della Commissione europea con gli Stati Uniti, definiti “contro gli interessi dell’Europa”. Secondo l’economista, la Global Minimum Tax esenta le multinazionali Usa da una reale imposizione, creando squilibri tra imprese europee e americane: “Gli accordi permettono agli Usa di restare fuori dal Pillar 2, un compromesso sciagurato”.

Riguardo alla posizione della presidente Ursula von der Leyen, Tridico aggiunge: “L’Europa ha un grande vantaggio: un mercato unico di 450 milioni di consumatori. Avrebbe potuto negoziare meglio, ad esempio con una Digital Service Tax sulle grandi piattaforme digitali”.

Tassazione dei patrimoni e nuove risorse proprie

Tridico sostiene anche la necessità di una tassa minima sui patrimoni sopra i 100 milioni di euro, stimata tra il 2 e il 3%. In Europa, si tratta di circa 521 individui, di cui 76 in Italia. Una misura che, secondo lo studio, potrebbe generare fino a 120 miliardi di euro e ridurre il carico fiscale su lavoratori e piccole imprese, ristabilendo fiducia tra cittadini e istituzioni.

Transizione ecologica e aste Ets

Infine, sull’ipotesi di incamerare proventi dalle aste delle quote di emissione (ETS), Tridico sottolinea l’importanza di non rallentare la transizione ecologica: “Paesi come la Cina stanno investendo massicciamente. Rinviare gli obiettivi ci farà restare indietro. La richiesta del governo italiano di eliminare parte dei proventi è stata bocciata da otto Paesi e non passerà al Consiglio Ue”.

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