L’Italia resta nella morsa di una lunga coda invernale che continua a colpire da Nord a Sud con piogge torrenziali, nevicate e raffiche di vento. A pagare il prezzo più alto è ancora una volta la Calabria, investita dalla quinta ondata di maltempo in appena due mesi.
“La situazione resta estremamente delicata, i terreni sono saturi e il rischio di nuovi cedimenti è concreto”, fanno sapere fonti della Protezione civile, che mantiene alto il livello di attenzione nonostante un primo lieve miglioramento.
Calabria sotto assedio: piogge record e frane
Nelle ultime 24 ore si sono registrati accumuli eccezionali: fino a 230 millimetri di pioggia a San Sostene Alaco, con valori superiori ai 100 millimetri in vaste aree del Reggino, del Vibonese e del Cosentino.
Le conseguenze sono state pesanti: allagamenti diffusi, smottamenti e numerose evacuazioni. A Crosia, nel Cosentino, una frana nel centro storico ha costretto circa 80 persone a lasciare le proprie abitazioni.
“Abbiamo dovuto agire in fretta per garantire la sicurezza dei residenti”, spiegano i soccorritori intervenuti sul posto.
Criticità accentuate anche dalle esondazioni delle fiumare Trionto e Fiumarella, con acqua e fango che hanno invaso strade e case, soprattutto nella frazione di Mirto.
Salvataggio ad alto rischio nel Reggino
Momenti di forte tensione a Cardeto, dove un uomo è rimasto intrappolato con il trattore nel torrente Sant’Agata in piena.
I Vigili del fuoco sono intervenuti con una teleferica, ma durante le operazioni soccorritori e soccorso sono stati travolti dalla corrente.
“È stato un intervento estremamente complesso, reso possibile solo dal lavoro di squadra”, hanno raccontato i pompieri. Il tempestivo intervento delle squadre a riva ha evitato conseguenze peggiori.
Viabilità in tilt e disagi diffusi
Gravi problemi anche alla circolazione: la Strada statale 106 Jonica è stata chiusa per circa due chilometri a causa degli allagamenti, con diversi automobilisti rimasti bloccati e poi soccorsi.
La situazione resta fragile: i terreni saturi d’acqua continuano a rappresentare una minaccia per nuove frane.
Nord sotto la neve, allerta vento sull’Adriatico
Se al Sud si intravede una tregua, al Nord le criticità sono legate alla neve. Nel Biellese sono state evacuate 71 persone per l’elevato rischio valanghe nelle aree di Bielmonte, Valdilana e Valle Cervo.
Intanto una nuova perturbazione dall’Europa orientale si prepara a colpire il versante adriatico e il Centro-Nord. Attese raffiche fino a 110 km/h a Trieste, con venti di burrasca anche su Veneto, Toscana, Umbria, Lazio ed Emilia-Romagna. “Le condizioni meteo restano instabili e richiedono massima prudenza”, avvertono le autorità.
Monitoraggio costante e allerta ancora attiva
Nonostante il graduale miglioramento in alcune aree, la Protezione civile continua a monitorare l’evoluzione del quadro meteorologico. La priorità resta la sicurezza: il rischio di nuovi dissesti idrogeologici è ancora elevato, soprattutto nelle zone già colpite.









