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18 Marzo 2026
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Medio Oriente in fiamme: Israele decapita l’intelligence di Teheran e colpisce i pozzi nel Golfo

Ucciso Ismail Khatib in un raid mirato: il Ministro della Difesa Katz annuncia la "fase decisiva". Attacchi congiunti USA-Israele contro gli impianti di gas e greggio iraniani, mentre la Turchia schiera i Patriot.

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Il conflitto tra Israele e Iran segna una svolta brutale e strategica. Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato ufficialmente l’uccisione di Ismail Khatib, Ministro dell’Intelligence della Repubblica Islamica e comandante della milizia “Imam Hussein”. Khatib, figura chiave nei governi Raisi e Pezeshkian, è stato eliminato in un’operazione mirata dell’aviazione israeliana condotta questa notte a Teheran.

“Nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino”, ha dichiarato Katz dal quartier generale di Tel Aviv, preannunciando “importanti sorprese su tutti i fronti”. Secondo il portavoce dell’Idf, Khatib — nominato dalla Guida Suprema Ali Khamenei nel 2021 — era il fulcro della repressione interna e delle operazioni terroristiche globali contro lo Stato ebraico. L’azione si inserisce in una più ampia strategia di “decapitazione” del regime che ha già portato all’eliminazione di Ali Larijani, capo del Consiglio supremo della sicurezza, e di Gholamreza Soleimani, comandante dell’unità Basij.

Escalation nel Golfo: nel mirino greggio e gas

Il conflitto si sposta prepotentemente sul piano energetico ed economico. I media statali iraniani, tra cui l’agenzia Mizan, riferiscono di un massiccio attacco congiunto statunitense-israeliano contro le infrastrutture vitali di Teheran. Sono stati colpiti parte del giacimento di gas di South Pars e gli impianti strategici di Asaluyeh.

“Una parte degli impianti petroliferi e del gas è stata presa di mira dal nemico sionista-americano”, riportano le fonti iraniane. Contemporaneamente, la tensione resta altissima nei centri urbani: missili a grappolo iraniani sono caduti su Tel Aviv provocando due vittime, mentre Teheran promette vendetta per la perdita dei suoi vertici militari e politici.

Beirut sotto assedio: colpita la TV di Hezbollah

Il Libano resta uno dei fronti più caldi. Un raid israeliano nel cuore di Beirut, nella zona di Zuqaq al-Blat, ha provocato 12 morti. Tra le vittime figura anche Mohammad Sherri, direttore dei programmi politici dell’emittente pro-iraniana Al Manar, rimasto ucciso insieme alla moglie. L’emittente ha confermato il decesso, riferendo inoltre che i figli e i nipoti del giornalista sono rimasti feriti nel crollo.

La Turchia blinda i confini: arrivano i Patriot

L’estendersi della traiettoria dei missili iraniani ha spinto la Turchia a correre ai ripari. Ankara ha annunciato il dispiegamento di un nuovo sistema missilistico Patriot presso la base di Incirlik, nella provincia di Adana. La misura, coordinata con il Comando Aereo Alleato della Nato di Ramstein, si è resa necessaria dopo che i sistemi difensivi hanno intercettato un terzo missile proveniente dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo turco. Il nuovo dispositivo si affiancherà a quello spagnolo già operativo nella base per garantire la sicurezza del fianco sud-est dell’Alleanza.

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