Sono otto i container finiti sotto ispezione nel porto di Gioia Tauro, dove la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno avviato accertamenti su un carico sospettato di contenere materiale potenzialmente destinato a uso bellico e diretto in Israele.
L’operazione di controllo è scattata dopo una segnalazione emersa da un’inchiesta giornalistica, poi rilanciata dai sindacati Usb e Orsa, che avevano chiesto verifiche approfondite.
Il contenuto dei container
Secondo quanto emerso nel corso di una visita allo scalo portuale da parte della deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico e del rappresentante regionale Usb Peppe Marra, all’interno dei container sarebbero presenti barre d’acciaio, sia di forma quadrata che tonda.
Verifiche su destinazione e natura del materiale
Il nodo centrale dell’indagine riguarda la destinazione finale del carico, poiché non risulterebbe indicata nella documentazione una eventuale fabbrica di armi come destinatario. Parallelamente, gli accertamenti puntano a chiarire anche la natura tecnica dell’acciaio, per stabilire se possa essere utilizzato in ambito bellico.
Per questo motivo è stata disposta una perizia tecnica sulle barre, che sarà effettuata nei prossimi giorni e che dovrà fornire elementi decisivi per chiarire la vicenda.
L’ispezione parlamentare
Durante la visita, Anna Laura Orrico (M5S) e Peppe Marra (Usb) sono stati ricevuti da un pool congiunto di doganieri e finanzieri, che hanno illustrato le misure già adottate per verificare cosa stia realmente transitando nel porto.
Al momento, sui container sotto controllo doganale, non risultano tracce di radioattività. Tuttavia, per accertare se il materiale possa avere un utilizzo militare, sarà necessario il contributo di un esperto tecnico, già incaricato dalle autorità portuali. La deputata ha evidenziato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, soprattutto in vista dell’arrivo di nuove navi nei prossimi giorni, il cui contenuto rimane dubbio.
Orrico ha ricordato inoltre che il governo dovrà rispondere all’interrogazione parlamentare presentata dalla collega Stefania Ascari. “L’Italia – ha sottolineato – ripudia la guerra e le leggi, insieme ai trattati internazionali, vietano non solo l’export ma anche il transito di armi verso paesi in conflitto o in violazione dei diritti umani”.









