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19 Marzo 2026
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Catanzaro Servizi, arriva la svolta: stop al pignoramento da 3,1 milioni. Il giudice chiude l’esecuzione

Dopo mesi di tensioni e stipendi pagati dal Comune, estinta la procedura sull’affaire Parco Romani e sbloccati i conti. Ma restano nodi e incognite sul futuro della società in house

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 È arrivato martedì il sigillo formale che mette fine a una delle vicende più delicate degli ultimi mesi per Catanzaro Servizi. Il giudice delle esecuzioni mobiliari ha dichiarato estinto il procedimento relativo al pignoramento avviato dalla ex Aurora srl, oggi Calmefin Immobiliare.

Una decisione che recepisce due passaggi chiave: la rinuncia depositata il 12 marzo dalla stessa Calmefin e la documentazione integrativa presentata nei giorni successivi. Con questo atto vengono definitivamente liberate le somme che erano state bloccate, riportando ossigeno nelle casse della partecipata comunale.

L’accordo che sblocca tutto

Alla base della rinuncia c’è il raggiungimento di una nuova intesa economica che chiude il contenzioso legato all’affaire Parco Romani. L’accordo è stato fissato a 1,85 milioni di euro, cifra che supera la precedente transazione sottoscritta un anno fa, pari a 1,6 milioni, su un debito iniziale di 2,24 milioni.

Proprio quel primo accordo era naufragato dopo lo scandalo sulle compensazioni fiscali: il credito utilizzato per saldare la prima rata si era rivelato inesistente, facendo saltare l’equilibrio dell’intesa e aprendo una fase di scontro durissima.

Da lì, una spirale che ha portato alla dichiarazione di nullità della transazione da parte della società creditrice e al successivo atto di precetto, sfociato nel pignoramento da oltre 3 milioni di euro notificato a dicembre 2025.

La crisi e il ruolo del Comune

Il pignoramento ha avuto effetti immediati e pesanti sulla gestione ordinaria della società. I flussi finanziari derivanti dai rapporti con il Comune sono stati congelati, paralizzando di fatto la capacità operativa.

La situazione è diventata critica al punto da richiedere l’intervento diretto dell’ente: Palazzo De Nobili si è sostituito alla propria partecipata per garantire il pagamento degli stipendi ai circa 120 lavoratori. Una misura straordinaria che ha coperto parte di dicembre e le mensilità di gennaio e febbraio.

La strategia per evitare il collasso

Nel pieno della crisi, l’amministratore unico Antonio De Marco e il sindaco Nicola Fiorita hanno imboccato la strada della composizione negoziata della crisi, attivata presso la Camera di commercio con la nomina di un esperto indipendente.

Parallelamente sono riprese le trattative con la società creditrice, nel frattempo divenuta Calmefin Immobiliare, con l’obiettivo di chiudere definitivamente il contenzioso e neutralizzare gli effetti del pignoramento.

Un percorso complesso, accompagnato dalla richiesta e dall’ottenimento delle misure protettive, che hanno congelato le azioni esecutive mentre si lavorava alla soluzione.

Ritorno alla normalità (ma non è finita)

L’estinzione della procedura esecutiva rappresenta uno snodo decisivo: da questo mese Catanzaro Servizi potrà tornare a gestire direttamente i propri flussi finanziari e riprendere l’attività senza i vincoli imposti dal pignoramento.

Ma parlare di piena normalità resta prematuro. La società esce da mesi difficili, segnati da tensioni finanziarie, polemiche e verifiche contabili ancora in corso.

La crisi è stata tamponata, ma il vero banco di prova sarà ora la capacità di garantire stabilità e continuità gestionale in un contesto che resta tutt’altro che semplice.

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