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19 Marzo 2026
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Calabria
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Crati, primi segnali dopo l’alluvione: verso un piano per argini, foce e sedimenti. Arrivano i primi riscontri

Dopo la riunione in Cittadella regionale, ecco le indicazioni operative sugli interventi lungo il Crati. Il sindaco di Cassano all’Ionio sollecita tempi rapidi su sicurezza, pulizia e ristori

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A distanza di circa dieci giorni dal confronto istituzionale in Cittadella regionale, qualcosa inizia a muoversi sul fronte degli interventi lungo il Crati, colpito dall’alluvione che ha interessato diversi Comuni del territorio. A riferirlo è il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, che torna sugli sviluppi successivi a quella riunione, indicando i primi riscontri arrivati dagli uffici regionali.

Il primo cittadino ricorda come, in quella sede, fossero stati posti tre nodi ritenuti prioritari: la messa in sicurezza degli argini, in particolare nel tratto finale del fiume a tutela dei Laghi di Sibari, la pulizia del letto del fiume e una verifica puntuale dello stato della foce.

Il progetto sull’asta terminale del fiume

Secondo quanto  reso noto da Iacobini, la macchina amministrativa avrebbe avviato un primo passaggio concreto: “Ad esito di successiva e distinta riunione, presenti anche i progettisti dei lavori già in corso sugli argini del Crati e quelli incaricati sul fondo Progettazione, sono state date indicazioni ai progettisti per predisporre una proposta progettuale che tenga conto sia degli interventi di sistemazione dell’arginatura sia, con urgenza, a valle di adeguati rilievi aggiornati, di un intervento integrato che riguardi l’intera asta terminale del Crati”.

Il passaggio chiave riguarda proprio la visione d’insieme: non più interventi isolati, ma un progetto complessivo capace di affrontare criticità strutturali lungo l’intero tratto finale del fiume.

Sedimenti, riuso e area protetta

Nel progetto preliminare richiesto ai tecnici dovrà trovare spazio anche una valutazione economica dettagliata e, soprattutto, una quantificazione dei materiali in sovralluvionamento accumulati all’interno degli argini.

Sempre secondo la comunicazione ufficiale citata dal sindaco, tali materiali dovranno essere accompagnati da «una proposta di destinazione e/o riuso, con particolare riferimento alla foce del Crati», area che presenta vincoli specifici in quanto zona protetta.

Si tratta di un passaggio tecnico ma decisivo, perché lega la gestione dei detriti alle norme ambientali e alla tutela del territorio costiero.

Ristori attesi e prossime tappe

Accanto agli interventi strutturali, resta aperto il capitolo dei ristori per i danni subiti. Su questo fronte, Iacobini segnala che “sono attese a breve le prime istruzioni operative”, lasciando intendere un imminente avvio delle procedure per i risarcimenti. Nel frattempo, il sindaco mantiene una linea prudente ma vigile: “Qualcosa si muove. Continueremo a lavorare perché tutto questo possa tradursi quanto prima in realtà”.

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