× Sponsor
21 Marzo 2026
8.5 C
Calabria
spot_img

Amaco, l’Usb attacca a muso duro: “Fare presto chiarezza su gara e passaggio ai privati”

Il sindacato manifesta dubbi su concorrenza, investimenti e ricadute occupazionali. Chieste trasparenza e garanzie dalla Regione

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Non più soltanto una difficoltà aziendale, ma un caso che, secondo l’USB – Unione Sindacale di Base Lavoro Privato di Cosenza, assume un valore più ampio. In una nota, il sindacato descrive la vicenda Amaco come il segno di un modello che trasformerebbe un servizio pubblico essenziale in uno spazio di profitto privato.

Non è più soltanto una crisi aziendale ma è diventata il simbolo di un modello”, afferma l’organizzazione, sottolineando come il passaggio a un soggetto privato rappresenti “una rottura netta”. Al centro delle critiche c’è l’idea che un’azienda pubblica, definita patrimonio collettivo, sia stata trasferita “a un privato puro, senza reali garanzie per lavoratori e cittadini”. Una scelta che l’USB definisce apertamente “un’operazione politica che non ci convince”.

Gara sotto osservazione

Il sindacato punta poi il dito sulle modalità della procedura che ha portato all’aggiudicazione. Nella ricostruzione fornita, emergono elementi ritenuti critici: “procedura accelerata, partecipazione limitata e assenza di una reale concorrenza”.

Sempre nella nota, l’USB sostiene che la dinamica non possa essere considerata una normale operazione di mercato, parlando invece di un processo che solleva interrogativi rilevanti. Il dubbio espresso è netto: “questa operazione è stata realmente aperta e competitiva oppure no?”.

L’investimento e le incognite sul 2027

Un altro nodo riguarda l’investimento annunciato, superiore ai 2 milioni di euro, da parte del soggetto aggiudicatario. Secondo il sindacato, si tratta di una scelta che appare anomala se inserita nel contesto del trasporto pubblico locale calabrese, che potrebbe essere rimesso a gara entro il 2027.

Un imprenditore non rischia una cifra del genere senza avere solide garanzie”, si legge nella posizione ufficiale. Da qui la domanda che l’USB pone pubblicamente: “chi ha dato queste garanzie e su quali basi?”. Il sindacato aggiunge che, se il valore dell’operazione risultasse superiore all’investimento, ciò potrebbe indicare che “qualcuno ha già deciso il futuro del trasporto pubblico locale”.

Il nodo del lavoro

Nell’analisi dell’USB, il punto centrale resta il costo del lavoro. Il trasporto pubblico locale, viene ricordato, non opera in un mercato completamente libero: le tariffe sono regolate e i margini non derivano dai biglietti.

Il vero margine si fa sul costo del lavoro”, afferma il sindacato, collegando questa valutazione alle prospettive di riduzione del personale e alla possibile compressione del secondo livello contrattuale. Una dinamica che viene sintetizzata con parole dirette: “è facile fare l’imprenditore quando il servizio è finanziato dallo Stato e i margini si costruiscono sui lavoratori”.

Un modello più ampio, la richiesta di chiarimenti

La vicenda Amaco, nella lettura dell’USB, non sarebbe isolata ma rappresenterebbe un modello più diffuso, in cui “si privatizza il servizio, si socializzano i costi e si comprimono i diritti”.

Per questo il sindacato chiede “trasparenza totale sulla procedura”, chiarimenti sulle eventuali garanzie concesse e una tutela concreta dei lavoratori, sollecitando anche un ruolo attivo della Regione Calabria. Nella nota si ribadisce che il trasporto pubblico “non è una merce, è un diritto”.

I punti aperti

La ricostruzione proposta dall’USB mette in evidenza una serie di questioni ancora aperte: dalle modalità della gara alle prospettive occupazionali, fino alla sostenibilità economica dell’operazione nel medio periodo.

Al momento, le posizioni espresse rappresentano il punto di vista del sindacato, mentre restano da chiarire, nelle sedi istituzionali e amministrative competenti, gli aspetti relativi alla procedura e alle prospettive future del servizio.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE