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19 Marzo 2026
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Mattarella a Salamanca: “L’Europa ritrovi l’ambizione e sappia dire no al ritorno del sovranismo assoluto”

Lectio magistralis del Capo dello Stato all'ateneo spagnolo in occasione del conferimento della laurea honoris causa. Un monito contro la delegittimazione del diritto internazionale e delle Corti.

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In occasione del conferimento della laurea honoris causa presso la storica Università di Salamanca, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tracciato una visione alta e rigorosa del futuro del Continente. Richiamando il pensiero della filosofa Maria Zambrano, il Capo dello Stato ha voluto sottolineare la solidità delle istituzioni comunitarie: “Come scrisse Maria Zambrano ‘La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce’. In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”.

L’Europa come nucleo indispensabile per la pace

Il Presidente ha poi rivolto lo sguardo alle origini dell’integrazione, evocando il coraggio dei padri fondatori e il legame indissolubile tra l’Unione e la stabilità globale. Secondo Mattarella, la sfida attuale impone di riscoprire lo spirito del 1951: “Dobbiamo ritrovare l’ambizione dei leader che, nel 1951, nel preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell’acciaio, posero queste parole: ‘Convinti che il contributo che un’Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche’. Un’Europa dunque nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che sei anni prima la Carta di San Francisco aveva messo al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite”.

La difesa del multilateralismo contro il “sovranismo assoluto”

Nel passaggio più politico del suo intervento, Mattarella ha analizzato la crisi del modello cooperativo internazionale, mettendo in guardia contro il rischio di una regressione verso la pura competizione di forza tra gli Stati. “L’ordine internazionale è, per sua natura, dinamico, nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano. Cosa può fare l’Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati? Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no”.

Il Capo dello Stato ha poi denunciato le violazioni dei diritti umani e il tentativo di marginalizzare l’ONU, fenomeni che minano le regole pattuite liberamente dagli Stati: “La frequenza -ha proseguito Mattarella – di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi. Una condizione che ha finito per favorire l’attuale controtendenza, rispetto allo spirito di San Francisco, e che vede il riemergere di una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto”.

L’attacco alla giustizia internazionale

Infine, il Presidente ha espresso profonda preoccupazione per la crescente ostilità verso gli organismi sovranazionali di garanzia, definendo la loro tutela come una scelta di civiltà imprescindibile. “Accade oggi che – in opposizione a quanto si afferma necessario per l’ordinata vita delle singole comunità nazionali – si assista alla delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale, rimuovendo la storica scelta di civiltà di predisporre autorità preposte a verificarne il rispetto e a sanzionarne le violazioni”.

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