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19 Marzo 2026
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Calabria
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Carceri in Calabria, allarme sicurezza e criminalità: “Situazione complessa”. Oltre duemila eventi critici registrati in un anno

La provveditrice Castellano: “La ’ndrangheta preoccupa, servono alleanze tra istituzioni”.

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La situazione delle carceri in Calabria resta “complessa e problematica, come nel resto del Paese”. A lanciare l’allarme è la provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria, Lucia Castellano, intervenuta a Catanzaro durante le celebrazioni per il 209° anniversario della Polizia penitenziaria.
Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto il fenomeno della ’ndrangheta e della criminalità organizzata, che – ha sottolineato – richiede una risposta forte e coordinata tra istituzioni, dentro e fuori gli istituti penitenziari.

Sicurezza e detenuti fragili: doppia sfida

Castellano ha evidenziato la necessità di tenere alta l’attenzione sia sul piano della sicurezza sia su quello umano, con particolare riguardo ai detenuti più fragili. L’obiettivo è garantire una risposta penitenziaria adeguata alla storia personale e sanitaria di ciascuno, anche grazie al lavoro con il sistema sanitario regionale.

Il ruolo chiave della Polizia penitenziaria

Un passaggio centrale ha riguardato il ruolo degli agenti, definiti “l’unica polizia di prossimità, vicina al detenuto”, in grado di comprenderne le dinamiche e accompagnare i percorsi di reinserimento.
Tra le principali criticità emergono le infiltrazioni della criminalità organizzata, il traffico di droga e telefoni, le condizioni sanitarie e le carenze strutturali.

Sovraffollamento non prioritario, ma restano le criticità

Sul tema del sovraffollamento, la provveditrice ha precisato che in Calabria non rappresenta l’emergenza principale. Con circa 2.800 detenuti, la regione presenta numeri più contenuti rispetto ad altre realtà e istituti definiti “a misura d’uomo”.

Disagio psichico e carenza di personale

A portare la propria testimonianza è stata anche la direttrice della casa circondariale di Catanzaro, Patrizia Delfino, che ha acceso i riflettori su detenuti con problematiche psichiatriche e tossicodipendenze, oltre alla carenza di personale, soprattutto tra gli ispettori.
La Polizia penitenziaria mette molta umanità nel lavoro che fa, ma le difficoltà restano”, ha spiegato, sottolineando l’importanza delle attività trattamentali per prevenire tensioni e ridurre anche il rischio di suicidi. Tuttavia, ha evidenziato come questi casi dovrebbero essere gestiti in strutture sanitarie dedicate, spesso però insufficienti.

I numeri del carcere di Catanzaro

Il comandante della Polizia penitenziaria della casa circondariale “Ugo Caridi”, Massimo Carnevale, ha tracciato un quadro dettagliato della struttura: circa 700 detenuti a fronte di 372 agenti, con una presenza media nel 2025 di 662 reclusi su 682 posti disponibili.
Nonostante i numeri contenuti, il sistema resta sotto pressione: oltre 2.000 eventi critici registrati in un anno, tra proteste, atti di autolesionismo e danneggiamenti, oltre a 32 aggressioni.
Un quadro che conferma come, anche senza emergenza sovraffollamento, le carceri calabresi vivano una fase delicata, tra sicurezza, legalità e gestione delle fragilità sociali e sanitarie.

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